Capodanno 2008

31 dicembre 2007 alle 09:12 | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento
Auguri a tutti!
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Lascia la tua proposta per la valorizzazione del territorio

28 dicembre 2007 alle 09:12 | Pubblicato su Proposte concrete | Lascia un commento
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Sembra che il rigassificatore a Porto Empedocle sia cosa fatta, è quindi giunto il momento per fare proposte concrete di sviluppo per poter contrattare con l’azienda prima di dare il via ai lavori.

Chiunque abbia concrete idee di valorizzazione del territorio da proporre ad ENEL può inviare la sua proposta all’indirizzo email proposte@comitatorigassificatore.it.

Il Comitato pro rigassificatore intende, in questo modo, mettere nelle mani dei cittadini la possibilità di partecipare alla decisione sulla destinazione del territorio e di partecipare alla gestione del modello di sviluppo.

Fase 2: congrui compensi, non sussidi

27 dicembre 2007 alle 07:12 | Pubblicato su Commenti, Letture consigliate, spunti di riflessione | Lascia un commento

Dopo aver impiegato molto tempo – e altrettante risorse – per spiegare i possibili vantaggi derivanti da un investimento di 600 milioni di euro per l’impianto di rigassificazione ho l’impressione che si stia passando alla fase 2: valutare concretamente l’entità delle opere e degli investimenti compensativi.

Sabato scorso l’intervista di un consigliere comunale dell’amministrazione agrigentina, oggi il sindaco del Comune di Porto Empedocle, danno l’idea che si possa passare a contrattare con l’ENEL, soprattutto dopo il planning delle attività illustrato dall’ing. Luzzio.

Politicamente ha senso la strategia di alzare il prezzo, o quantomeno portarlo alle legittime aspettative delle amministrazioni locali. E’ un’operazione che ha un suo perchè, ma anche i suoi rischi. Non bisogna esagerare, per diversi ordini di ragioni.

Il primo perchè ogni opera extra, al budget massimo previsto da ENEL per l’investimento, è un costo che ricadrà necessariamente sul prezzo del gas, pur spalmato nell’arco del tempo.

Secondo perchè è irragionevole che una fetta consistente del finanziamento di ogni “opera pubblica” vada a finire per ristrutturare stadi, biblioteche e strade dei comuni dove insiste l’opera. E’ un discorso alla Di Pietro, ma lo trovo molto sensato. Il problema posto è serio, perchè significa distogliere risorse “impegnate”, ad esempio per autostrade, a vantaggio di opere che non hanno la stessa urgenza o importanza strategica. Naturalmente è un discorso generale, ma che può essere valido spunto di riflessione per la concreta situazione locale.

Infine sono stanco della politica dei sussidi, e ancor più stanco della vita trascorsa nell’attesa di aiuti da Palermo, da Roma, da Bruxelles. Sembra una situazione da Terzo Mondo.

Nella cultura popolare si dice “non cade foglia che Dio non voglia”, ad Agrigento “non si muove foglia senza sussidi”. Basta! La nuova era della vita cittadina dipenderà dalla maturazione, dal necessario passaggio dall’adolescenza alla maturità dei cittadini di Agrigento, capaci finalmente di camminare sulle proprie gambe, scegliere del proprio futuro, responsabili delle decisioni e senza aspettare favori da nessuno.

Il giusto – secondo il principio di giustizia di riconoscere a ciascuno ciò che gli è dovuto – lo dobbiamo pretendere, favori non ne dobbiamo chiedere, altrimenti saremo sempre costretti a renderli.

Così come non possiamo vincolare la scelta del da fare all’arrivo di fondi dall’esterno. Significa, infatti, non avere il coraggio di scelte, anche impopolari, così come significa non avere nessuno a cui imputare la responsabilità delle scelte sbagliate.

Ogni cosa che non va è da adebbitarsi a qualcun altro, e questo qualcun altro è sempre più lontano e opaco. Non è colpa del sindaco perchè aspetta i soldi dalla regione, non è colpa della regione perchè attende fondi dal governo, non è colpa del governo perchè deve rispettare i parametri europei.

Intanto noi siamo nella merda in attesa che arrivi un salvagente che ci faccia stare tranquilli di non affogare, ma continuiamo ad attendere nuotando nel letame.

Cominciamo col pretendere la sistemazione dell’area portuale in modo da accogliere turisti, ma al resto pensiamo noi!  Il modello di sviluppo lo dobbiamo portare avanti con le nostre idee, con le nostre mani e con i nostri soldi. Nessuno si impegnerà seriamente se non rischia del proprio. E’ quello che è successo fino ad oggi!

GN

Servizio di Teleacras su Rigassificatore

26 dicembre 2007 alle 02:12 | Pubblicato su Giuseppe Arnone, rassegna stampa, Teleacras, video | Lascia un commento
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Lo scorso sabato è andato in onda, sull’emittente locale Teleacras, un servizio circa ultimi sviluppi del progetto “rigassificatore” in seguito alla presentazione alla stampa delle prossime tappe.

All’interno del servizio anche un’intervista  di Pietro Fattori a Giuseppe Arnone, consigliere comunale nella città di Agrigento.

Pur avendo richiesto il file non ho ricevuto risposta dall’emittente (forse anche a causa delle festività) quindi sono costretto a segnalarvi il link. Per vedere il servizio di nostro interesse è necessario seguire i primi minuti del telegiornale.

GN

Auguri

25 dicembre 2007 alle 11:12 | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento

Ai miei avversari…

Ai miei collaboratori…

A tutti…

GN

Siamo al ridicolo

23 dicembre 2007 alle 07:12 | Pubblicato su Ambiente, grafica, Turismo, Valle dei Templi - Patrimonio dell'Umanità | Lascia un commento
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Guardate bene l’immagine qui sopra, poi leggete quanto segue:

Al giorno d’oggi la crociera non ha più questa connotazione di viaggio, bensì quella di luogo di vacanza. Le navi da crociera su cui si affrontano i lunghi tragitti hanno dimensioni prettamente molto elevate e al loro interno si trovano sale cinematografiche, sale da gioco, negozi e boutique inseriti in veri e propri centri commerciali.

Solitamente una moderna crociera consiste in un viaggio composto da diverse tappe giornaliere durante le quali è possibile scendere a terra e visitare il luogo in cui si è approdati, per poi proseguire nottetempo il viaggio verso la destinazione successiva.

Si calcola che siano oltre 18 milioni (12 milioni secondo i dati CLIA Cruise Lines International Association) di crocieristi nel mondo ad usufruire annualmente di questo tipo di vacanza, ed in particolare le principali aree di sviluppo del settore sono i Caraibi, il Mediterraneo, il Nord Europa, l’Alaska e l’Oriente.

In Italia sono molte le società armatoriali che offrono crociere marittime con partenze dalle città di Genova, Savona, Civitavecchia, Napoli, Palermo, Bari e Venezia. Fra esse figurano la Costa Crociere, MSC Crociere, Carnival, Royal Caribbean, Louis Cruise, Princess e Celebrity Cruises. Secondo un recente studio della ECC (European Cruise Council) in Europa sono circa 3,6 milioni le persone che effettuano una crociera ogni anno, mentre la ricerca di CEMAR ha calcolato per il 2008 un movimento di 8,2 milioni di crocieristi movimentati nei porti italiani.

Recentemente è stata riscoperta anche in Italia la crociera fluviale (187 navi e 1,3 milioni di crocieristi previsti nel 2008 secondo i dati CEMAR). La navigazione via fiume è qualcosa di molto particolare, tranquillo e rilassante, un viaggio attraverso la storia e la natura: una crociera sul fiume segue il corso antico dell’acqua e regala il tempo per osservare, visitare, esplorare. In Europa diverse Compagnie tra le quali Viking River Cruises e CroisiEurope offrono crociere sul Danubio, sul Reno, sulla Senna e sul Rodano. In Italia la navigazione sul Po è offerta dalla Compagnia CroisiEurope sulla tratta VeneziaCremona. (Wikipedia)

Ora ditemi come si possono considerare ragionevoli le posizioni, per altro con numerose incongruenze ed errori, che trovate su www.rigassificatoreagrigento.com (a cui va l’unico merito di avermi spodestato dal primo posto dei risultati di Google, bravo Manuel! Sarebbe bene firmare le pagine e avere il coraggio delle proprie idee).

Presentato ai media regionali il terminale di rigassificazione di Porto Empedocle

21 dicembre 2007 alle 10:12 | Pubblicato su rassegna stampa | Lascia un commento
E’ stato presentato nella tarda mattinata di oggi, in un albergo di Palermo il progetto del terminale di rigassificazione di Porto Empedocle. L’amministratore delegato di Nuove Energie, ing. Giuseppe Luzzio, assieme ai responsabili dlle relazioni esterne dell’ENEL per il sud d’Italia, hanno incontrato i rappresentanti dei media della Sicilia per illustrare il progetto e rispondere alle domande dei giornalisti.
Tre gli aspetti principali attraverso i quali si sono dispiegate le informazioni sull’impianto di Porto Emedocle: la sicurezza e la compatibilità ambientale del rigassificatore, gli aspetti economici ed occupazionali e l’iter autorizzativo. Dopo avere indicato i criteri di sicurezza dell’impianto e lo stato dell’arte dell’iter autorizzativo, quasi giunto alla dirittura d’arrivo, l’ing. Luzzio si è soffermato, incalzato dalle sollecitazioni dei giornalisti a dettagliare le diverse opportunità che il territorio potrebbe cogliere grazie alla realizzazione dell’opera: un investimento complessivo di oltre 600 milioni di euro, di cui circa un terzo destinatio a rimanere a livello locale; una media di 500 unità lavorative per 42 mesi, il tempo di realizzazione dell’impianto, con picchi di 900 persone; un organico di 85 persone, come occupazione diretta del terminale più 115/150 unità di occupazione indiretta permanente.
Diverse, inoltre, le misure a favore del territorio e di recupero ambientale da concordarsi con le amministrazioni locali. A breve è atteso, ha spiegato l’ing. Luzzio, il parere del Ministero dell’Ambiente per il VIA e a seguire il decreto autorizzativo della Regione Siciliana in apposita conferenza di servizi.
Fonte: AgrigentoNotizie.it 

Rigassificatori, Ibl: A decidere deve essere il mercato

18 dicembre 2007 alle 06:12 | Pubblicato su Letture consigliate, spunti di riflessione | Lascia un commento
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Quanti rigassificatori servono all’Italia? E soprattutto deve essere lo Stato o il mercato a decidere il numero degli impianti e la localizzazione? Sono le due tesi che hanno animato il dibattito di questa mattina nel workshop organizzato dall’Istituto Bruno Leoni (Ibl). Da una parte Edoardo Zanchini (responsabile Energia di Legambiente), dall’altra Carlo Stagnaro (direttore Energia e ambiente dell’Ibl). Il rappresentante dell’associazione ambientalista ha sottolineato come il sistema attuale non funzioni: “Prendiamo atto che i 13 progetti di rigassificatori presentati vanno avanti con infiniti problemi e rischiamo di non avere risposta né al problema della sicurezza né della concorrenza per la fonte che garantisce meno emissioni di CO2. Occorre un sistema in cui vi sia certezza su alcuni impianti, in cui il soggetto pubblico dia garanzie ai privati che investono e alle comunità preoccupate dagli impianti. Scegliamo le aree dove fare alcuni rigassificatori, mettiamoli a gara, e sui progetti sia il pubblico a garantire qualità e sicurezza”. Anche per Stagnaro il sistema attuale non funziona. Non deve essere però lo Stato a decidere sul da farsi ma il mercato. “Le istituzioni – ha spiegato l’esperto dell’Ibl al VELINO – deve fissare solo le regole del gioco e gli standard ambientali. Spetta poi alle imprese decidere se e come realizzare gli impianti in generale, non solo i rigassificatori. Quindi, occorre premere l’acceleratore nel processo di liberalizzazione e, a monte di ciò, semplificare, linearizzare e rendere più certi i meccanismi autorizzativi degli impianti. Ciò non presuppone, anzi esclude, forme di pianificazione più o meno spinte: dallo Stato non possono però venire soluzioni ai problemi che lo stesso interventismo pubblico ha contribuito a creare”. Si possano sempre trovare delle vie di mezzo, ha sottolineato Stagnaro, come quella seguita per esempio dal nostro paese, che proprio sui rigassificatori ha creato una “cabina di regia” con il compito di scegliere quali impianti realizzare. “Il vero nodo è però ripensare le regole del sistema”, in un quadro, ha concluso Stagnaro che deve anche essere “coerente” con l’approccio che “l’Europa ha dimostrato di avere verso le liberalizzazioni”.

Da Il Velino, 17 dicembre 2007

Lo studio chiarisce le idee

13 dicembre 2007 alle 01:12 | Pubblicato su Commenti, documenti, Giovanni Puglisi, UNESCO, Valle dei Templi - Patrimonio dell'Umanità | Lascia un commento

Giusto per non essere sempre contro, vorrei sottolineare che lo stesso prof. Giovanni Puglisi, paventò la cancellazione della Valle dalla lista dei siti patrimonio dell’umanità a seguito della realizzazione dell’impianto di rigassificazione

sull’area archeologica di Agrigento

Ma poichè l’impianto si troverà esternamente a qualunque area di tutela il problema non si pone.

In più direi che non si può affermare che il Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO abbia cambiato idea, ma ha semplicemente seguito uno schema logico, semplificato nei tre punti seguenti

  • Da responsabile dell’UNESCO per l’Italia vi avverto che un impianto di rigassificazione nell’area archeologica di Agrigento avrebbe brutte conseguenze.
  • Ho constatato che l’impianto di rigassificazione è al di fuori dell’area archeologica
  • Non si pongono problemi sulla permanenza della Valle nel World Heritage.

Elementare Watson!

GN

La Valle dei Templi è al sicuro, parola di UNESCO

13 dicembre 2007 alle 11:12 | Pubblicato su Ambiente, Commenti, documenti, Giovanni Puglisi, Letture consigliate, rassegna stampa, spunti di riflessione, UNESCO, Valle dei Templi - Patrimonio dell'Umanità | Lascia un commento
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Si sgretolano, sotto i colpi dell’evidenza della realtà, le varie argomentazioni dei contrari all’impianto di rigassificazione a Porto Empedocle.

Prima, fra tutte le tesi che ostacolerebbero l’impianto, è – o sarebbe meglio dire era – il rischio di cancellazione della Valle dei Templi dalla lista dei siti patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Ieri, con un’intervista al quotidiano La Sicilia (parte 1 e 2), il prof. Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, ha chiarito che l’impianto di rigassificazione da installare a Porto Empedocle, non minaccia assolutamente la presenza della Valle nel World Heritage, qualora il progetto continuasse a rispettare la normativa vigente, come attualmente accade.

Degne dell’uomo ragno le arrampicate sugli specchi di chi, fino a ieri, faceva leva su questo fulcro per sostenere l’inadeguatezza del sito di Porto Empedocle. In un impeto di modestia qualcuno cerca anche di insegnare al prof. Puglisi come si deve svolgere il suo lavoro!

Ritornare ad una dialettica seria, pacata e oggettiva, coerente con le proprie competenze, non potrà che aiutare a chiarire la situazione per giungere a scelte condivise che tutelino, innanzitutto, i cittadini.

GN

Tram a Firenze

13 dicembre 2007 alle 09:12 | Pubblicato su Firenze | Lascia un commento
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Questa poi…

Forse Firenze supera Agrigento per l’assurdità della situazione.

C’è molto da riflettere sul partito del no e dell’immobilismo.

GN

Salvaguardia dell’ambiente

12 dicembre 2007 alle 07:12 | Pubblicato su Ambiente, Chiesa Cattolica, Compendio Dottrina Sociale | Lascia un commento

Mio nonno – intollerante a gruppi, movimenti e comunità – soleva definirsi cattolico apostolico romano.

Io, pur avendo un atteggiamento diverso sulle nuove irruzioni dello Spirito, posso, come mio nonno, definirmi cattolico apostolico romano.

Poichè tengo molto in considerazione i documenti pubblicati ho deciso di dare un’occhiata, direi una rinfrescata, a quello che avevo letto sul Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica circa la salvaguardia dell’ambiente.

Pur non avendo trovato, come ovvio in una pubblicazione di carattere universale, la soluzione al problema particolare del rigassificatore a Porto Empedocle, ho trovato la lettura di queste pagine molto stimolate, e per certi versi la lettura del documento (integrale, io ho saltato la parte iniziale sulla persona umana perchè già la condivido in pieno, e cmq appena avrò un po’ di tempo rinfrescherò anche quelle pagine) potrebbe aiutare a superare le divergenze, ormai impantanate su posizioni incociliabili, dei diversi interlocutori.

Buona lettura!

GN

Perchè non un referendum in tutta la Sicilia?

12 dicembre 2007 alle 06:12 | Pubblicato su Carmelo D’Angelo, Commenti, grafica, referendum | Lascia un commento

Leggendo certe notizie mi cadono le braccia.

A mio parere ha poco senso un referendum ad Agrigento, figuriamoci estenderlo a Palma di Montechiaro e Licata!

Diventa indispensabile coinvolgere anche i comuni del litorale occidentale, e perchè non tutta la Sicilia?

Come per le due località della provincia è possibile anche affermare (senza argomentare)  che

la costruzione del rigassificatore possa creare danni anche all’immagine turistica delle località della Sicilia che per la bellezza delle loro coste hanno una naturale propensione al turismo che si sta sviluppando con benefiche ricadute sull’occupazione.

GN

Telefonata #1

7 dicembre 2007 alle 05:12 | Pubblicato su spunti di riflessione, Teatro | 11 commenti

Squilla il telefono.

Giovanni: Pronto!

Interlocutore: Salve! Desideravo parlare con Giovanni, sono un imprenditore del nord-est.

G. Sono io, dica pure.

I. Ho letto il post precedente. Mi domandavo perchè le tasse che pago io vengano spese da voi. Mi sembra un’ingiustizia!

G. [balbettante] In effetti… sa… però… siamo un’unica nazione… prevale la sussidiarietà…

I. [tono fermo] Prevale… quando conviene a voi! il rigassificatore per il gas che serve a me non lo volete, ma i soldi per sanità e infrastrutture vi fanno sempre comodo!

G. Il suo ragionamento non fa una piega, ma sa come siamo noi concittadini di Pirandello. Stia tranquillo! pur di non fare il rigassificatore rinunciamo anche ai vostri soldi!

GN

Opinioni e fatti

7 dicembre 2007 alle 05:12 | Pubblicato su Gian Morici, spunti di riflessione | 1 commento

Un post innocuo scritto su un altro blog ha avuto le attenzioni del Sig. Morici che ha lasciato il seguente commento

Forse Lei non conosce le dichiarazioni rilasciate da Davide Tabarelli il 24-11-07. Alla domanda “perchè se il gas serve al Nord, i rigassificatori si vorrebbero realizzare in Sicilia?” La risposta di Tabarelli è stata: “Le coste del Nord sono popolate…” Dovrebbe essere sufficiente una dichiarazione di questo genere rilasciata da chi interessato a realizzare il rigassificatore, per farci riflettere… Cosa significa le coste al Nord sono popolate? E le nostre non lo sono? I cittadini empedoclini ed agrigentini non sono “popolazione”? E non la induce a riflettere il fatto che un impianto simile non può essere realizzato vicino ad un centro abitato del Nord? Non le dice che è evidente la pericolosità di questo tipo di impianti? Dovrebbe bastare solo l’insulto di non essere considerati “popolazione”, per dire a questi signori di tornare a casa loro. Mi dispiace per Lei, che ritiene accettabile l’appartenere ad una popolazione “qualitativamente inferiore”, noi dal canto nostro, ci sentiamo offesi e umiliati dalla considerazione che hanno di noi questi “nuovi colonizzatori”.
Cordiali saluti, Gian J. Morici

In effetti non la conoscevo (e ringrazio per la segnalazione). Ci sarebbe seriamente da preoccuparsi per questa nuova colonizzazione se non fosse che:

1. L’unico rigassificatore attivo in Italia è al Nord (Panigaglia)
2. Ci sono progetti per Rovigo, Livorno e Trieste (che sono a Nord)

Da una parte le opinioni, dall’altra i fatti. A voi le conclusioni. Non prima però di aver riletto il post di qualche giorno addietro.
GN

[Sia chiaro che non ne faccio una questione personale, il sig. Morici mi interpella direttamente e la dialettica mi piace. Il Consiglio Provinciale di Agrigento non ha avuto interesse ad ascoltare le mie opinioni… peggio per lui!]

Intervista

5 dicembre 2007 alle 02:12 | Pubblicato su video | Lascia un commento

Rigassificatori in Europa

3 dicembre 2007 alle 08:12 | Pubblicato su Foto, grafica, spunti di riflessione | Lascia un commento

 

Come si nota nella grafica, tutti i Paesi europei che si affacciano sul mare stanno pensando – ed hanno già realizzato –  rigassificatori che permettano di differenziare le fonti di approvigionamento, assicurando così la continuità della fornitura.

L’utilizzo delle “autostrade del mare” è certamente meno dispendioso, in termini economici come di impatto ambientale, della posa di km di condutture per i gasdotti, che devono essere ancorati ai fondali marini.

Così è (se vi pare)

2 dicembre 2007 alle 08:12 | Pubblicato su Letture consigliate, spunti di riflessione | 1 commento

Non so bene se mi competa il ruolo del signor Ponza o della signora Frola, ma certamente mi sento in una commedia pirandelliana nella quale si cerca di capire quale sia la verità rispetto alle affermazioni dei protagonisti. Purtroppo l’opera di Pirandello nella conclusione non permette che venga accertata la verità.

Intorno alla vicenda del rigassificatore c’è ormai una querelle che si trascina e sembra impantanata su posizioni inconciliabili. Ogni tentativo di chiarificazione viene soffocato da polemiche, sparso in mille rivoli nei quali si perde la sostanza della questione.

Rispettiamo la natura vs produzione elettrica a carbone e petrolio alternativa al metano

Tuteliamo laValle vs l’impianto è fuori da qualunque zona preveda vincoli stringenti

Puntiamo al turismo vs le navi da crociera attraccherebbero nel porto

L’impianto bloccherebbe il turismo vs alte città non hanno perso nulla a causa dell’impianto

E naturalmente evito  la cronaca delle posizione ideologiche, delle posizioni che difendono interessi di parte, di chi difende interessi politici, di chi è in cerca di riscatto, di chi vuole approfittare per avere visibilità, di chi vuole solo esprimere una qualunque opinione, di chi non avendo opinioni prende posizione, e potrei censire centinaia di altre categorie che sono intervenute, negli ultimi mesi, per dire una parola, favorevole o contraria che sia, sull’impianto di rigassificazione a Porto Empedocle.

Alla fine c’è una verità? E’ possibile parlare di fatti invece che difendere opinioni?

In questi mesi ho cercato di portare all’attenzione di chi ha avuto la bontà di seguirmi più fatti che opinioni. Cosciente che l’evidenza della realtà è più forte delle rispettabilissime opinioni che si possono avere a riguardo.

Probabilmente, come nell’opera di Pirandello, è più forte il velo che copre la sostanza (l’impenetrabilità della verità), cosicché si potrebbe affermare “per me, io sono colei che mi si crede”, perdendo ogni speranza di raggiungere la chiarezza. Da buoni concittadini dell’autore saremmo anche giustificati per questa posizione da teatro del grottesco. Ma credo che, di fronte a quanti non condividono la cittadinanza col grande narratore, abbiamo il dovere di togliere il velo per trovare l’identità celata a vantaggio del bene comune.

GN

[Mi sono permesso questa parentesi letteraria perchè trovo che siano molti quelli che vogliono difendere l’incanto del Caos, che ha visto la nascita di Pirandello, e al contempo pochi quelli che si prodigano affinché, oltre la natura, restino nel patrimonio comune dei cittadini di Pirandello anche la bellezza, la ricerca, l’inquietudine intellettuale, la riflessione sull’uomo, il genio, l’arte, la letteratura a cui l’autore  ha dedicato la sua vita]

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