Indovina chi

9 maggio 2008 alle 02:05 | Pubblicato su rassegna stampa, spunti di riflessione | Lascia un commento

Oggi vi propongo un gioco divertente. Vi proporrò delle dichiarazioni di politici italiani, voi dovrete cambiare i luoghi di riferimento e indovinare quale personalità locale ha rilasciato la medesima dichiarazione.

Ecco il primo articolo.

RAVENNA – “L’Italia ha bisogno di rigassificatori, ma non Ravenna”. Lo ha detto il sindaco del capoluogo bizantino, Fabrizio Matteucci, intervenendo al convegno organizzato dalla Confindustria su “Efficienza energetica: benefici per le imprese, un impegno per l’ambiente”. Per Matteucci il territorio ravennate “ha già dato” dal punto di vista energetico, vista la presenza consolidata di grandi impianti che producono 10 volte l’energia che viene consumata dal territorio.

Ravenna è al secondo posto in Emilia-Romagna, dopo Piacenza, per produzione d’energia, ma consuma solo il 10% di quanto produce. Dunque un territorio già “saturo” in termini di impianti. Matteucci non chiude definitivamente la porta all’ipotesi di un impianto a Ravenna, ma pone delle condizioni.

“La prima è che si possa consolidare e arricchire la possibilità per Ravenna, di essere il luogo per le energie del futuro”, una vocazione che le è stata riconosciuta anche dalla Regione.

Ora sostituite i riferimenti all’Emilia Romagna con la Sicilia, Ravenna con Agrigento, e indovinate quale personalità locale ha dato le medesime argomentazioni di contrarietà al rigassificatore.

Al contrario di quanto vogliano farci credere i contrari al rigassificatore nella nostra Provincia, non soltanto i politici siciliani sono favorevoli ai rigassificatori e li sostengono.

RAVENNA – “Le parole del Sindaco Matteucci sono un azzardo dannoso per il territorio ravennate, prima di dire no ad un’opera strategica per il piano energetico nazionale è bene che la giunta locale ripensi bene all’enorme indotto e sviluppo che questo progetto porterebbe in dote al polo energetico locale che si sta sviluppando anche su fonti rinnovabili” questo il commento dell’On. Gianluca Pini alle dichiarazioni del sindaco di Ravenna che si dice contrario al rigassificatore

“La sua è una posizione che fra l’altro mi pare in antitesi con quella di suoi molti colleghi di partito e gran parte del mondo imprenditoriale e se a ciò si aggiunge – sottolinea Pini – che questo progetto potrebbe determinare un pesante risparmio per le bollette energetiche dei ravennati proprio non capisco questo muro contro il rigassificatore. Per risolvere i problemi – conclude il parlamentare leghista – queste posizioni ideologiche proprio non servono“.

Non mi pare che la Lega possa essere considerata distante dalle idee della popolazione, ma questo è un altro discorso. Mi premeva comunque sottolineare che in Continente c’è qualcuno che la pensa come noi.

GN

PER COMMENTARE CLICCA QUI

Annunci

Visita al rigassificatore di Panigaglia

8 maggio 2008 alle 02:05 | Pubblicato su rassegna stampa, spunti di riflessione | Commenti disabilitati su Visita al rigassificatore di Panigaglia
Tag: , , ,

“… l’impianto di rigassificazione sia stato collocato praticamente in un Parco Marino Protetto e in un’area, quella delle località di Porto Venere, tra le più frequentate in assoluto dal turismo internazionale e sito considerato dall’UNESCo, “patrimonio dell’umanità”, proprio come la Valle dei Templi di Agrigento.”

Il resto dell’articolo:

Articolo tratto da Agrigento: nuove ipotesi – Rivista bimestrale della Provincia Regionale. n. 5 Sett.-Ott. 2007

PER COMMENTARE CLICCA QUI

Scenari terrificanti

25 aprile 2008 alle 03:04 | Pubblicato su spunti di riflessione | Commenti disabilitati su Scenari terrificanti

Stephen Scheider, docente al Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Stanford, è il primo scienziato che si è occupato del cambiamento climatico rivolgendosi all’opinione pubblica. Nel suo libro The Genesis Strategy: Climate and Global Survival (La strategia della genesi: clima e sopravvivenza globale) traccia le linee per inserire il tema del cambiamento climatico nell’agenda mediatica e nella coscienza pubblica

Per un verso, siamo legati eticamente al metodo scientifico, che significa dire la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità, che significa includere tutti i dubbi, i “caveat“, i “se” e i “ma”. Per l’altro verso non siamo solo scienziati, ma anche esseri umani. E come tutti vorremmo che il mondo fosse un luogo migliore, che in questo contesto si traduce nel lavorare per ridurre il rischio di cambiamenti climatici potenzialmente disastrosi. Per farlo dobbiamo coagulare un ampio supporto, per catturare l’immaginazione del pubblico. Questo, naturalmente, richiede di ottenere una grande attenzione da parte dei media. Quindi dobbiamo offrire scenari terrificanti, fare affermazioni semplicistiche e drammatiche, e accantonare qualunque dubbio possiamo nutrire dentro di noi. Questo “doppio vincolo etico” che così spesso ci troviamo ad affrontare non può essere risolto con una formula. Ciascuno di noi deve decidere il giusto mezzo tra efficacia e onestà.

La medesima strategia è utilizzata dai contrari al rigassificatore: ricordate “l’esplosione come 50 bombe nucleari”?

Percorsi già visti e già battuti per affermare posizioni precostituite, spesso in contraddizione con dati oggettivi e reali.

GN

[Virgolettato tratto dal libro di Cascioli-Gaspari “Che tempo farà”, PIEMME, pag. 104.]

L’ottimo è nemico del buono

30 gennaio 2008 alle 12:01 | Pubblicato su spunti di riflessione, valutazione impatto ambientale | Lascia un commento

Le navi da crociera attraccheranno a Porto Empedocle?

Certamente, se tutto resterà come nella situazione attuale, NO! Manca lo spazio, servirebbe il completamento del molo di levante che, previsto dal piano regolatore portuale del 1969, ancora non è stato costruito per mancanza di investimenti consistenti. La situazione politico-economica non fa sperare in cambiamenti.

Sarebbe possibile fare un passo in avanti?

SI!!! Il progetto del rigassificatore prevede la realizzazione del molo di levante.

Alcuni obiettano che è tutto un bluff, perchè nel progetto è previsto il dragaggio dell’area portuale che interessa il movimento delle metaniere. Vero e incontestabile, come si può verificare nei documenti per il VIA da noi pubblicati mesi addietro.

C’è di più.

Il dragaggio dell’area portuale che si verrebbe a creare con il completamento del porto può essere chiesto come opera compensativa, senza l’accordo su questo punto il Comune di Porto Empedocle potrebbe non rilasciare alcun documento per l’inizio dei lavori. Abbiamo il coltello dalla parte del manico. Bisognerà farsi valere, ma alla fine si otterrà il dragaggio per consentire l’attracco delle navi da crociera.

Se, invece, non cogliamo l’occasione per l’ampliamento del porto è certo che le navi da crociera non attraccheranno mai!

Io sono per il fare, magari poco alla volta, ma fare. C’è chi, senza il progetto esecutivo per un porto-turistico-di-prima-classe-chiavi-in-mano-tutto-incluso-con-incentivi-per-la-rottamazione, non vuol far niente… vabbè…

GN

Per commentare clicca qui. 

Fase 2: congrui compensi, non sussidi

27 dicembre 2007 alle 07:12 | Pubblicato su Commenti, Letture consigliate, spunti di riflessione | Lascia un commento

Dopo aver impiegato molto tempo – e altrettante risorse – per spiegare i possibili vantaggi derivanti da un investimento di 600 milioni di euro per l’impianto di rigassificazione ho l’impressione che si stia passando alla fase 2: valutare concretamente l’entità delle opere e degli investimenti compensativi.

Sabato scorso l’intervista di un consigliere comunale dell’amministrazione agrigentina, oggi il sindaco del Comune di Porto Empedocle, danno l’idea che si possa passare a contrattare con l’ENEL, soprattutto dopo il planning delle attività illustrato dall’ing. Luzzio.

Politicamente ha senso la strategia di alzare il prezzo, o quantomeno portarlo alle legittime aspettative delle amministrazioni locali. E’ un’operazione che ha un suo perchè, ma anche i suoi rischi. Non bisogna esagerare, per diversi ordini di ragioni.

Il primo perchè ogni opera extra, al budget massimo previsto da ENEL per l’investimento, è un costo che ricadrà necessariamente sul prezzo del gas, pur spalmato nell’arco del tempo.

Secondo perchè è irragionevole che una fetta consistente del finanziamento di ogni “opera pubblica” vada a finire per ristrutturare stadi, biblioteche e strade dei comuni dove insiste l’opera. E’ un discorso alla Di Pietro, ma lo trovo molto sensato. Il problema posto è serio, perchè significa distogliere risorse “impegnate”, ad esempio per autostrade, a vantaggio di opere che non hanno la stessa urgenza o importanza strategica. Naturalmente è un discorso generale, ma che può essere valido spunto di riflessione per la concreta situazione locale.

Infine sono stanco della politica dei sussidi, e ancor più stanco della vita trascorsa nell’attesa di aiuti da Palermo, da Roma, da Bruxelles. Sembra una situazione da Terzo Mondo.

Nella cultura popolare si dice “non cade foglia che Dio non voglia”, ad Agrigento “non si muove foglia senza sussidi”. Basta! La nuova era della vita cittadina dipenderà dalla maturazione, dal necessario passaggio dall’adolescenza alla maturità dei cittadini di Agrigento, capaci finalmente di camminare sulle proprie gambe, scegliere del proprio futuro, responsabili delle decisioni e senza aspettare favori da nessuno.

Il giusto – secondo il principio di giustizia di riconoscere a ciascuno ciò che gli è dovuto – lo dobbiamo pretendere, favori non ne dobbiamo chiedere, altrimenti saremo sempre costretti a renderli.

Così come non possiamo vincolare la scelta del da fare all’arrivo di fondi dall’esterno. Significa, infatti, non avere il coraggio di scelte, anche impopolari, così come significa non avere nessuno a cui imputare la responsabilità delle scelte sbagliate.

Ogni cosa che non va è da adebbitarsi a qualcun altro, e questo qualcun altro è sempre più lontano e opaco. Non è colpa del sindaco perchè aspetta i soldi dalla regione, non è colpa della regione perchè attende fondi dal governo, non è colpa del governo perchè deve rispettare i parametri europei.

Intanto noi siamo nella merda in attesa che arrivi un salvagente che ci faccia stare tranquilli di non affogare, ma continuiamo ad attendere nuotando nel letame.

Cominciamo col pretendere la sistemazione dell’area portuale in modo da accogliere turisti, ma al resto pensiamo noi!  Il modello di sviluppo lo dobbiamo portare avanti con le nostre idee, con le nostre mani e con i nostri soldi. Nessuno si impegnerà seriamente se non rischia del proprio. E’ quello che è successo fino ad oggi!

GN

Rigassificatori, Ibl: A decidere deve essere il mercato

18 dicembre 2007 alle 06:12 | Pubblicato su Letture consigliate, spunti di riflessione | Lascia un commento
Tag: , ,

Quanti rigassificatori servono all’Italia? E soprattutto deve essere lo Stato o il mercato a decidere il numero degli impianti e la localizzazione? Sono le due tesi che hanno animato il dibattito di questa mattina nel workshop organizzato dall’Istituto Bruno Leoni (Ibl). Da una parte Edoardo Zanchini (responsabile Energia di Legambiente), dall’altra Carlo Stagnaro (direttore Energia e ambiente dell’Ibl). Il rappresentante dell’associazione ambientalista ha sottolineato come il sistema attuale non funzioni: “Prendiamo atto che i 13 progetti di rigassificatori presentati vanno avanti con infiniti problemi e rischiamo di non avere risposta né al problema della sicurezza né della concorrenza per la fonte che garantisce meno emissioni di CO2. Occorre un sistema in cui vi sia certezza su alcuni impianti, in cui il soggetto pubblico dia garanzie ai privati che investono e alle comunità preoccupate dagli impianti. Scegliamo le aree dove fare alcuni rigassificatori, mettiamoli a gara, e sui progetti sia il pubblico a garantire qualità e sicurezza”. Anche per Stagnaro il sistema attuale non funziona. Non deve essere però lo Stato a decidere sul da farsi ma il mercato. “Le istituzioni – ha spiegato l’esperto dell’Ibl al VELINO – deve fissare solo le regole del gioco e gli standard ambientali. Spetta poi alle imprese decidere se e come realizzare gli impianti in generale, non solo i rigassificatori. Quindi, occorre premere l’acceleratore nel processo di liberalizzazione e, a monte di ciò, semplificare, linearizzare e rendere più certi i meccanismi autorizzativi degli impianti. Ciò non presuppone, anzi esclude, forme di pianificazione più o meno spinte: dallo Stato non possono però venire soluzioni ai problemi che lo stesso interventismo pubblico ha contribuito a creare”. Si possano sempre trovare delle vie di mezzo, ha sottolineato Stagnaro, come quella seguita per esempio dal nostro paese, che proprio sui rigassificatori ha creato una “cabina di regia” con il compito di scegliere quali impianti realizzare. “Il vero nodo è però ripensare le regole del sistema”, in un quadro, ha concluso Stagnaro che deve anche essere “coerente” con l’approccio che “l’Europa ha dimostrato di avere verso le liberalizzazioni”.

Da Il Velino, 17 dicembre 2007

La Valle dei Templi è al sicuro, parola di UNESCO

13 dicembre 2007 alle 11:12 | Pubblicato su Ambiente, Commenti, documenti, Giovanni Puglisi, Letture consigliate, rassegna stampa, spunti di riflessione, UNESCO, Valle dei Templi - Patrimonio dell'Umanità | Lascia un commento
Tag: , ,

Si sgretolano, sotto i colpi dell’evidenza della realtà, le varie argomentazioni dei contrari all’impianto di rigassificazione a Porto Empedocle.

Prima, fra tutte le tesi che ostacolerebbero l’impianto, è – o sarebbe meglio dire era – il rischio di cancellazione della Valle dei Templi dalla lista dei siti patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Ieri, con un’intervista al quotidiano La Sicilia (parte 1 e 2), il prof. Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, ha chiarito che l’impianto di rigassificazione da installare a Porto Empedocle, non minaccia assolutamente la presenza della Valle nel World Heritage, qualora il progetto continuasse a rispettare la normativa vigente, come attualmente accade.

Degne dell’uomo ragno le arrampicate sugli specchi di chi, fino a ieri, faceva leva su questo fulcro per sostenere l’inadeguatezza del sito di Porto Empedocle. In un impeto di modestia qualcuno cerca anche di insegnare al prof. Puglisi come si deve svolgere il suo lavoro!

Ritornare ad una dialettica seria, pacata e oggettiva, coerente con le proprie competenze, non potrà che aiutare a chiarire la situazione per giungere a scelte condivise che tutelino, innanzitutto, i cittadini.

GN

Telefonata #1

7 dicembre 2007 alle 05:12 | Pubblicato su spunti di riflessione, Teatro | 11 commenti

Squilla il telefono.

Giovanni: Pronto!

Interlocutore: Salve! Desideravo parlare con Giovanni, sono un imprenditore del nord-est.

G. Sono io, dica pure.

I. Ho letto il post precedente. Mi domandavo perchè le tasse che pago io vengano spese da voi. Mi sembra un’ingiustizia!

G. [balbettante] In effetti… sa… però… siamo un’unica nazione… prevale la sussidiarietà…

I. [tono fermo] Prevale… quando conviene a voi! il rigassificatore per il gas che serve a me non lo volete, ma i soldi per sanità e infrastrutture vi fanno sempre comodo!

G. Il suo ragionamento non fa una piega, ma sa come siamo noi concittadini di Pirandello. Stia tranquillo! pur di non fare il rigassificatore rinunciamo anche ai vostri soldi!

GN

Opinioni e fatti

7 dicembre 2007 alle 05:12 | Pubblicato su Gian Morici, spunti di riflessione | 1 commento

Un post innocuo scritto su un altro blog ha avuto le attenzioni del Sig. Morici che ha lasciato il seguente commento

Forse Lei non conosce le dichiarazioni rilasciate da Davide Tabarelli il 24-11-07. Alla domanda “perchè se il gas serve al Nord, i rigassificatori si vorrebbero realizzare in Sicilia?” La risposta di Tabarelli è stata: “Le coste del Nord sono popolate…” Dovrebbe essere sufficiente una dichiarazione di questo genere rilasciata da chi interessato a realizzare il rigassificatore, per farci riflettere… Cosa significa le coste al Nord sono popolate? E le nostre non lo sono? I cittadini empedoclini ed agrigentini non sono “popolazione”? E non la induce a riflettere il fatto che un impianto simile non può essere realizzato vicino ad un centro abitato del Nord? Non le dice che è evidente la pericolosità di questo tipo di impianti? Dovrebbe bastare solo l’insulto di non essere considerati “popolazione”, per dire a questi signori di tornare a casa loro. Mi dispiace per Lei, che ritiene accettabile l’appartenere ad una popolazione “qualitativamente inferiore”, noi dal canto nostro, ci sentiamo offesi e umiliati dalla considerazione che hanno di noi questi “nuovi colonizzatori”.
Cordiali saluti, Gian J. Morici

In effetti non la conoscevo (e ringrazio per la segnalazione). Ci sarebbe seriamente da preoccuparsi per questa nuova colonizzazione se non fosse che:

1. L’unico rigassificatore attivo in Italia è al Nord (Panigaglia)
2. Ci sono progetti per Rovigo, Livorno e Trieste (che sono a Nord)

Da una parte le opinioni, dall’altra i fatti. A voi le conclusioni. Non prima però di aver riletto il post di qualche giorno addietro.
GN

[Sia chiaro che non ne faccio una questione personale, il sig. Morici mi interpella direttamente e la dialettica mi piace. Il Consiglio Provinciale di Agrigento non ha avuto interesse ad ascoltare le mie opinioni… peggio per lui!]

Rigassificatori in Europa

3 dicembre 2007 alle 08:12 | Pubblicato su Foto, grafica, spunti di riflessione | Lascia un commento

 

Come si nota nella grafica, tutti i Paesi europei che si affacciano sul mare stanno pensando – ed hanno già realizzato –  rigassificatori che permettano di differenziare le fonti di approvigionamento, assicurando così la continuità della fornitura.

L’utilizzo delle “autostrade del mare” è certamente meno dispendioso, in termini economici come di impatto ambientale, della posa di km di condutture per i gasdotti, che devono essere ancorati ai fondali marini.

Così è (se vi pare)

2 dicembre 2007 alle 08:12 | Pubblicato su Letture consigliate, spunti di riflessione | 1 commento

Non so bene se mi competa il ruolo del signor Ponza o della signora Frola, ma certamente mi sento in una commedia pirandelliana nella quale si cerca di capire quale sia la verità rispetto alle affermazioni dei protagonisti. Purtroppo l’opera di Pirandello nella conclusione non permette che venga accertata la verità.

Intorno alla vicenda del rigassificatore c’è ormai una querelle che si trascina e sembra impantanata su posizioni inconciliabili. Ogni tentativo di chiarificazione viene soffocato da polemiche, sparso in mille rivoli nei quali si perde la sostanza della questione.

Rispettiamo la natura vs produzione elettrica a carbone e petrolio alternativa al metano

Tuteliamo laValle vs l’impianto è fuori da qualunque zona preveda vincoli stringenti

Puntiamo al turismo vs le navi da crociera attraccherebbero nel porto

L’impianto bloccherebbe il turismo vs alte città non hanno perso nulla a causa dell’impianto

E naturalmente evito  la cronaca delle posizione ideologiche, delle posizioni che difendono interessi di parte, di chi difende interessi politici, di chi è in cerca di riscatto, di chi vuole approfittare per avere visibilità, di chi vuole solo esprimere una qualunque opinione, di chi non avendo opinioni prende posizione, e potrei censire centinaia di altre categorie che sono intervenute, negli ultimi mesi, per dire una parola, favorevole o contraria che sia, sull’impianto di rigassificazione a Porto Empedocle.

Alla fine c’è una verità? E’ possibile parlare di fatti invece che difendere opinioni?

In questi mesi ho cercato di portare all’attenzione di chi ha avuto la bontà di seguirmi più fatti che opinioni. Cosciente che l’evidenza della realtà è più forte delle rispettabilissime opinioni che si possono avere a riguardo.

Probabilmente, come nell’opera di Pirandello, è più forte il velo che copre la sostanza (l’impenetrabilità della verità), cosicché si potrebbe affermare “per me, io sono colei che mi si crede”, perdendo ogni speranza di raggiungere la chiarezza. Da buoni concittadini dell’autore saremmo anche giustificati per questa posizione da teatro del grottesco. Ma credo che, di fronte a quanti non condividono la cittadinanza col grande narratore, abbiamo il dovere di togliere il velo per trovare l’identità celata a vantaggio del bene comune.

GN

[Mi sono permesso questa parentesi letteraria perchè trovo che siano molti quelli che vogliono difendere l’incanto del Caos, che ha visto la nascita di Pirandello, e al contempo pochi quelli che si prodigano affinché, oltre la natura, restino nel patrimonio comune dei cittadini di Pirandello anche la bellezza, la ricerca, l’inquietudine intellettuale, la riflessione sull’uomo, il genio, l’arte, la letteratura a cui l’autore  ha dedicato la sua vita]

I costi del “non fare”

23 ottobre 2007 alle 11:10 | Pubblicato su spunti di riflessione | Lascia un commento
Tag: ,

Interessante tabella nella puntata odierna di Ballarò in onda su Rai3.

Da una ricerca di The European House – Abrosetti risulta che la cultura del non fare costa 220 mld di euro al 2020, di cui 40 mld solo nel settore energia per l’immobilismo rispetto alla necessità di costriure opere strategiche come potrebbero essere i rigassificatori.

Il pettegolezzo è una verità

16 ottobre 2007 alle 03:10 | Pubblicato su Fatti & Notizie, spunti di riflessione | Lascia un commento
Tag: ,

Rilancio la notizia così come appare sui quotidiani.

“Il gossip ha una forte influenza… anche quando i partecipanti hanno accesso all’informazione originale o quando hanno un pettegolezzo sullo stesso evento. Insomma – si legge nella rivista ‘Proceedings of the National Academy of Sciences- il gossip, ha un forte potenziale manipolativo”.

[Questo post si avvale della facoltà di essere tristemente ironico, non contro qualcuno]

GN

Barcellona: rigassificatore al centro dell’area portuale

15 ottobre 2007 alle 07:10 | Pubblicato su Foto, grafica, Satellite, spunti di riflessione | 4 commenti

Anche Barcellona ha un immenso impianto di rigassificazione con una capacità di stoccaggio di 240000 metri cubi.

Nella foto l’area con l’impianto di rigassificazione.

Link all’impiamnto di rigassificazione con il percorso cittadino fino alla Sagrada Familia

Qualcuno ha messo in dubbio la vocazione turistica di Barcellona?

Il rigassificatore di Panigaglia dal satellite

15 ottobre 2007 alle 05:10 | Pubblicato su Commenti, Foto, grafica, Satellite, spunti di riflessione | Lascia un commento
Tag: , ,

Il rigassificatore di Panigaglia è al centro di un’insenatura nella quale sono presenti centri abitati, porti turistici e tante altre centinaia di attività. Non ci credete?

Fate un giro col satellite View Larger Map

E’ vero che la Regione Liguria in questi giorni ne ha impedito l’ampliamento (bisognerebbe capire sotto quali pressioni), ma il rigassificatore esiste in quella zona da oltre 30 anni, con l’unico “incidente” del 1971, senza nessuna conseguenza!!!

Sindrome NIMBY

11 ottobre 2007 alle 12:10 | Pubblicato su Commenti, glossario, spunti di riflessione | Lascia un commento
Tag:

Con NIMBY (acronimo inglese per Not In My Back Yard, lett. “Non nel mio cortile”) si indica un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori in cui verranno costruite, come ad esempio grandi vie di comunicazione, sviluppi insediativi o industriali, termovalorizzatori, discariche, depositi di sostanze pericolose, centrali elettriche e simili.

L’atteggiamento consiste nel riconoscere come necessari, o comunque possibili, gli oggetti del contendere ma, contemporaneamente, nel non volerli nel proprio territorio a causa delle eventuali controindicazioni sull’ambiente locale.

Fonte: Wikipedia

I rigassificatori negli USA

5 ottobre 2007 alle 03:10 | Pubblicato su grafica, spunti di riflessione | Lascia un commento
Tag: ,

Altra immagine che si spiega da sola

 

L’evoluzione in atto nel mercato del GNL impone di muoversi molto rapidamente, per evitare di esserne tagliati fuori da Paesi più dinamici del nostro.

Fonte: NuovaEnergia.com 

Rigassificazione a bordo, possibilità e criticità

24 settembre 2007 alle 05:09 | Pubblicato su Commenti, documenti, scheda tecnica, spunti di riflessione | 2 commenti

Seguendo il consiglio lasciato in un commento ho cercato “rigassificazione a bordo”. La ricerca è stata deludente perchè ho trovato solo 4 risultati, solo uno dei quali di un certo valore anche se manca completamente di alcun riferimento bibliografico su cui controllare.

Nonostante l’entusiasmo con cui si presenta la tecnologia della rigassificazione a bordo delle metaniere lo stesso articolo è costretto ad ammettere che

è difficile che una capacità di 4 miliardi di metri cubi l’anno giustifichi il lato up-stream di una catena LNG, dati in particolare gli altissimi costi di investimento dell’impianto di liquefazione. Per il momento, siffatte capacità devono necessariamente affiancarsi ad altri progetti, tradizionali o innovativi, per rendere conveniente lo sviluppo di iniziative upstream.

A questo c’è da aggiungere il problema delle super metaniere che per ora sono pochissime nel mondo, e quello che avevo già intuito a buon senso del tempo di sosta di una settimana per scaricare direttamente in forma gassosa. Tempo che è arrivato a poco più di due sentimane per il primo scarico con questa tecnologia.

Aggiungerei una criticità per quanto riguarda le navi, che a fronte di un costo maggiore non ottimizzano i costi come le metaniere normali. Inoltre

Nel 2010 saranno quindi in circolazione almeno 7 navi LNGRV

Capito!?? Solo 7 nel mondo nel 2010!!!

Sottolineo che mentre in altri punti dell’articolo si parla di miglioramento della tecnologia in futuro, noi potremmo avere nel giro di pochi anni (salvo ambientalisti) la costruzione dell’area portuale di Porto Empedocle, così come pensata nel Piano Regolatore Portuale (PRP) del Comune di Porto Empedocle, a spese di Nuove Energie e potendo avere entrate derivanti da tassazione. Vi sembra poco?

Aggiornamento: con un po’ più di tempo mi sto dedicando a studiare questo metodo con articoli in inglese. La cosa più interessante che ho scoperto riguarda la proprietà della tecnologia Energy Bridge™ che è esclusiva della compagnia americana Excelerate Energy che ne ha comprato il brevetto. Ciò significa che non è una tecnologia disponibile, per cui si potrebbe considerare una valida alternativa equivalente all’impianto onshore. A meno che non si vogliano vedere addebitati in bolletta i costi maggiori per acquistare il brevetto e le supermetaniere.

Potremmo, in linea di principio, dire che possiamo sfruttare il metano che è nell’atmosfera di Nettuno, sarebbe una buona ditribuzione delle risorse? ma soprattutto sarebbe nel miglior interesse dei cittadini?

GN

Colti in flagrante

21 settembre 2007 alle 11:09 | Pubblicato su Commenti, Gian Morici, referendum, spunti di riflessione | 41 commenti

Sono convinto che il commento lasciato dal sig. Morici, molto argomentato e specialistico, sia la perfetta dimostrazione di quanto sostengo da tempo.

Per poter parlare della questione del rigassificatore bisogna essere specialisti… chiedere il referendum è inutile (sebbene una mossa politicamente azzeccata), perchè la gente non potrà mai avere, nonostante dibattiti ed incontri, una conoscenza sufficiente a comprendere l’interesse locale e nazionale.

Nonostante ciò, non metto in dubbio che i cittadini possano e debbano partecipare alla fase di pianificazione, come ad esempio di destinazione del territorio, ma non possono certo decidere tecnicamente.

Sono il primo a chiedere una corretta informazione, poichè sono convinto che l’informazione ed un corretto ragionamento possano portare a scelte condivise.

So bene che la rigassificaione potrebbe avvenire sulle metaniere, ma non su ognuna che arriva, bensi su una ormeggiata, in maniera permanente, a largo. Le tonnellate di cloro in acqua sarebbero dunque le stesse, visto che il processo di rigassificazione non cambia. E’ da considerare che un impianto di depurazione delle acque rimetterebbe in mare acqua pura, ma questo significa integrare il progetto dell’impianto non eliminarlo.

Sottolineo dunque che continuare a buttare dati a caso, sebbene veritieri, non serve a fare informazione.

Sono d’accordo che gli interventi generici non servano, ma quelli specialistici per definizione non sono adatti a tutta la popolazione. Qui mi propongo di argomentare con buon senso, cosciente che la legge è dalla mia parte, mi tutela, tutela la mia salute, tutela l’ambiente. A me tocca il compito di vigilare, ma non di porre veti ingiustificati, soprattutto quando le competenti autorità non hanno trovato motivi per ostacolare il progetto.

Vorrei infine puntualizzare che il bello (o il bruto?) della democrazia partecipativa consiste nel delegare a pochi la facoltà decisionale. Questo significa che tutti i cittadini devo responsabilemente scegliere chi li rappresenti e chi possa rappresentare onestamente i propri interessi. D’altra parte gli eletti hanno i dovere di decidere seguendo gli interessi della cittadinanza tutta.

Parola d’ordine degli ambientalisti: non si fa

21 settembre 2007 alle 06:09 | Pubblicato su Letture consigliate, spunti di riflessione | 1 commento

La vicenda del rigassiicatore da costruire a Porto Empedocle si intreccia per varie ragioni alla vicenda delle trivellazioni esplorative alla ricerca di gas nelle campagne di Noto.

Vi suggerisco la lettura di alcuni articoli che riguardano il caso Noto, nel quale una sparuta minoranza (ambientalista???) vuole bloccare le trivellazioni nelle campagne senza proferire parola su quelle a pochi km dalla cattedrale barocca.

E’ chiaro che queste situazioni si giocano sulla capacità di fare casino, attirare l’attenzione e coinvolgere la popolazione.

Dopo la nota nella quale ci domandiamo dove si debba costruire un rigassificatore, vogliamo domandare oggi che tipo di fonti energentiche dobbiamo usare posto che:

  1. un rigassificatore non lo vuole nessuno
  2. sondaggi per cercare gas non se ne possono fare neanche in zone libere da vincoli
  3. si vogliono dismettere centrali a carbone e petrolio
  4. nucleare neanche a parlarne

Riserverò comunque questa domanda per l’apposita rubrica e vi lascio alla piacevole lettura.

  1. Quante bugie sulle trivelle in Val di Noto, di Nicola Currò
  2. Chi nicchi e nacche Camilleri? di Carlo Stagnaro
  3. Noto: no agli allarmismi. Lettera a Cuffaro di Corrado Salemi
Pagina successiva »

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.
Entries e commenti feeds.