Per fare funzionare la democrazia

25 settembre 2007 alle 01:09 | Pubblicato su Commenti, referendum, Salvatore Pezzino | Lascia un commento

“Per fare funzionare la democrazia” è il titolo dell’ultimo intervento che Salvatore Pezzino ha scritto per la sua rubrica In corsivo su AgrigentoNotizie.it. Non si prenda questo mio commento come polemica, ma come partecipazione al dibattito culturale.

Scrive Pezzino:

l’esercizio delle regole di democrazia e la partecipazione dei cittadini alle principali scelte che li riguardano, comportano anche la disponibilità di risorse concrete

Verissimo. Il problema è che questo strumento referendario ha valore esclusivamente consultivo, in linea di principio potrebbe essere contraddetto dalle scelte del Consiglio Comunale, facendo venir meno proprio il principio democratico.

Questo impegno finanziario non può essere catalogato come costo inutile perchè non c’è più proficuo investimento sociale di quello che si pone l’obiettivo di avvicinare amministrati ed amministratori.

Un vero avvicinamento si avrebbe sguinzagliando i Consiglieri Comunali in giro per la città – come sanno fare benissimo in campagna elettorale – per sentire quello che pensa la gente. Indire il referendum significa separare la volontà del Consiglio Comunale – democraticamente eletto – da quella dei cittadini, significa marcare maggiormente la linea che separa gli amministratori dai cittadini, perchè sarebbero i cittadini ad amministrare e gli amministratori a non far nulla.

Trovo inoltre alquanto contraddittorio l’avallamento della scelta referendaria con questa posizione

L’argomento di cui si dibatte, per altro, non si può liquidare con faciloneria ed approssimazione, lasciandolo confinato in ristretti ambienti con elevate capacità decisionali

Ricapitolimo: l’argomento non si può liquidare con faciloneria e approssimazione , dunque evitiamo che si decida in ambienti con elevata capacità decisionale, che possono evitare faciloneria e approssimazione, e deleghiamo la scelta alla massa che non può in nessun modo evitare di essere facilona, approssimata e, aggiungo io, timorosa.

La politica faccia ogni tanto qualche passo in avanti e si assuma quelle responsabilità per le quali riceve un mandato fiduciario dai cittadini

Non è un errore, lo scrive proprio lui dopo aver giudicato ammissibile la scelta del referendum che fa fare ai politici un passo indietro e li libera dalla responsabilità della scelta, disintegrando il mandato fiduciario poichè è implicito che il Consiglio Comunale non saprebbe decidere come vorrebbero i cittadini e dunque li interpella.
A mio modesto parere l’ondata di antipolitica non si risolve col referendum, considerando anche la disaffezione della nazione a questo strumento che nell’ultimo decennio non ha mai visto il raggiungimento del quorum, ma si affronta e risolve rendendo coscienti i cittadini dell’utilita delle amministrazioni locali. Ribadisco che in una città con 57000 abitanti non è difficile avere il polso della situazione senza la necessità di stanziare – non sprecare – risorse per una soluzione che potrebbe avere una valida alternativa a costo zero.

La democrazia costa per quello che può rendere, soprattutto sul versante dello sviluppo sociale e culturale di una comunità.

Sviluppo che si avrebbe spiegando le decisioni ai cittadini, motivandole e difendendole. Anche la scelta del referendum, ad oggi, è inspiegata e immotivata.

GN

Annunci

Blog su WordPress.com.
Entries e commenti feeds.