Avviso ai naviganti

27 settembre 2007 alle 03:09 | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento

Da oggi fino a domenica non potrò rispondere ai commenti. Abbiate pazienza… Ci si vede lunedì!

GN

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Parliamo di rischio incidenti

26 settembre 2007 alle 11:09 | Pubblicato su Commenti, Rischio di incidenti | Lascia un commento

E’ indubbio che lo stoccaggio di grandi quantità di una qualunque sostanza infiammabile possa essere potenzialmente pericoloso. Ma come scrive Piero Angela nel libro “LA SFIDA DEL SECOLO” circa la catastrofe peggiore che potrebbe accadere ad un impianto di rigassificazione

si tratta di uno scenario assolutamente improbabile, ma non impossibile.

Siamo quindi nell’ambito della probabilità. Il discorso che farò potrà sembrare semplicistico, ma il ragionamento non fa una piega.

Per sciorinare una lista meritevole di essere letta, il Comitato No rigassificatore di Agrigento, ha dovuto cominciare da un incidente avvenuto nel 1944 per raggiungere quota 23 incidenti nel 2006. Meno di uno ogni due anni, la metà dei quali avvenuti prima del 1970, e alcuni dei quali assolutamente irripetibili (scontro di metaniera nel canale di Gibilterra, notoriamente molto trafficato, con un sottomarino nucleare che ha urtato con il periscopio e che non ha prodotto conseguenze). Nella lista minestrone sono stati inseriti anche incidenti di esplosione di gasdotti che nulla hanno a che fare con il progetto di Porto Empedocle e sono simili a quelli che ci portano GNL via terra dalla Russia, dovremmo rinunciare anche a quelli?

Sono del parere che molte delle attività umane comportino dei rischi, il lavoro della casalinga e quello dell’astronauta possono entrambi mettere in pericolo la vita di chi li compie. Se ancora l’umanità è cosciente che si debbano compiere azioni potenzialmente pericolose è perchè ci sono determinate azioni che vanno compiute, limitando per quanto possibile, la probabilità di incidenti.

Un esempio basterà a chiarire quello che dico. Nessuno è obbligato a prendere l’aereo, lo si fa per comodità. Il volo non è una necessità. Nonostante questo milioni di persone al mondo prendono l’aereo. Pur con una normativa di sicurezza puntuale e controlli accurati di tanto in tanto le cronache riportano la notizia di incidenti aerei. I morti solo nel 2005 per incidenti aerei sono stati 1454, nel 2004 517, per raggiungere un numero spaventoso se arriviamo fino alle origini dell’aviazione civile (qui una tabella riepilogativa).

Dovremmo smettere di volare? Naturalemte no, pretendiamo però che ci sia la massima osservanza delle norme di sicurezza al fine di tutelare la vita e la salute dei passeggeri. Ma una volta fatto il possibile, tutto il possibile e solo il possibile, non abbiamo altro da fare, l’impossibile per definizione non si può fare.

Qualcuno mi obietterà che gli incidenti aerei sono in percentuale accetabile rispetto al numero di voli e al volume di passeggeri. Vero, ma un incidente è improbabile anche se non impossibile.

Lo stesso discorso si potrebbe fare per gli incidenti d’auto, ma non vi tedierò ulteriormente.

Cosa dunque dovrebbe pretendere la cittadinanza consapevole degli improbabili rischi di un impianto di rigassificazione?

La cittadinanza prima di imporre veti e propagandare la cultura dell’immobilismo che non porta a nulla, dovrebbe pretendere il rispetto assoluto della normativa vigente in materia di sicurezza.

Ogni attività umana comporta dei rischi, il principio morale che permette di agire anche in situazioni di rischio è la coscienza di aver fatto il possibile per rendere il rischio improbabile. Scegliere di non agire potrebbe essere altrettanto rischioso quanto agire.

Per chi non fosse ancora convinto eviti di prendere la macchina, c’è chi va in giro con una bombola di gas nel bagagliaio.

GN

Per fare funzionare la democrazia

25 settembre 2007 alle 01:09 | Pubblicato su Commenti, referendum, Salvatore Pezzino | Lascia un commento

“Per fare funzionare la democrazia” è il titolo dell’ultimo intervento che Salvatore Pezzino ha scritto per la sua rubrica In corsivo su AgrigentoNotizie.it. Non si prenda questo mio commento come polemica, ma come partecipazione al dibattito culturale.

Scrive Pezzino:

l’esercizio delle regole di democrazia e la partecipazione dei cittadini alle principali scelte che li riguardano, comportano anche la disponibilità di risorse concrete

Verissimo. Il problema è che questo strumento referendario ha valore esclusivamente consultivo, in linea di principio potrebbe essere contraddetto dalle scelte del Consiglio Comunale, facendo venir meno proprio il principio democratico.

Questo impegno finanziario non può essere catalogato come costo inutile perchè non c’è più proficuo investimento sociale di quello che si pone l’obiettivo di avvicinare amministrati ed amministratori.

Un vero avvicinamento si avrebbe sguinzagliando i Consiglieri Comunali in giro per la città – come sanno fare benissimo in campagna elettorale – per sentire quello che pensa la gente. Indire il referendum significa separare la volontà del Consiglio Comunale – democraticamente eletto – da quella dei cittadini, significa marcare maggiormente la linea che separa gli amministratori dai cittadini, perchè sarebbero i cittadini ad amministrare e gli amministratori a non far nulla.

Trovo inoltre alquanto contraddittorio l’avallamento della scelta referendaria con questa posizione

L’argomento di cui si dibatte, per altro, non si può liquidare con faciloneria ed approssimazione, lasciandolo confinato in ristretti ambienti con elevate capacità decisionali

Ricapitolimo: l’argomento non si può liquidare con faciloneria e approssimazione , dunque evitiamo che si decida in ambienti con elevata capacità decisionale, che possono evitare faciloneria e approssimazione, e deleghiamo la scelta alla massa che non può in nessun modo evitare di essere facilona, approssimata e, aggiungo io, timorosa.

La politica faccia ogni tanto qualche passo in avanti e si assuma quelle responsabilità per le quali riceve un mandato fiduciario dai cittadini

Non è un errore, lo scrive proprio lui dopo aver giudicato ammissibile la scelta del referendum che fa fare ai politici un passo indietro e li libera dalla responsabilità della scelta, disintegrando il mandato fiduciario poichè è implicito che il Consiglio Comunale non saprebbe decidere come vorrebbero i cittadini e dunque li interpella.
A mio modesto parere l’ondata di antipolitica non si risolve col referendum, considerando anche la disaffezione della nazione a questo strumento che nell’ultimo decennio non ha mai visto il raggiungimento del quorum, ma si affronta e risolve rendendo coscienti i cittadini dell’utilita delle amministrazioni locali. Ribadisco che in una città con 57000 abitanti non è difficile avere il polso della situazione senza la necessità di stanziare – non sprecare – risorse per una soluzione che potrebbe avere una valida alternativa a costo zero.

La democrazia costa per quello che può rendere, soprattutto sul versante dello sviluppo sociale e culturale di una comunità.

Sviluppo che si avrebbe spiegando le decisioni ai cittadini, motivandole e difendendole. Anche la scelta del referendum, ad oggi, è inspiegata e immotivata.

GN

Rigassificazione a bordo, possibilità e criticità

24 settembre 2007 alle 05:09 | Pubblicato su Commenti, documenti, scheda tecnica, spunti di riflessione | 2 commenti

Seguendo il consiglio lasciato in un commento ho cercato “rigassificazione a bordo”. La ricerca è stata deludente perchè ho trovato solo 4 risultati, solo uno dei quali di un certo valore anche se manca completamente di alcun riferimento bibliografico su cui controllare.

Nonostante l’entusiasmo con cui si presenta la tecnologia della rigassificazione a bordo delle metaniere lo stesso articolo è costretto ad ammettere che

è difficile che una capacità di 4 miliardi di metri cubi l’anno giustifichi il lato up-stream di una catena LNG, dati in particolare gli altissimi costi di investimento dell’impianto di liquefazione. Per il momento, siffatte capacità devono necessariamente affiancarsi ad altri progetti, tradizionali o innovativi, per rendere conveniente lo sviluppo di iniziative upstream.

A questo c’è da aggiungere il problema delle super metaniere che per ora sono pochissime nel mondo, e quello che avevo già intuito a buon senso del tempo di sosta di una settimana per scaricare direttamente in forma gassosa. Tempo che è arrivato a poco più di due sentimane per il primo scarico con questa tecnologia.

Aggiungerei una criticità per quanto riguarda le navi, che a fronte di un costo maggiore non ottimizzano i costi come le metaniere normali. Inoltre

Nel 2010 saranno quindi in circolazione almeno 7 navi LNGRV

Capito!?? Solo 7 nel mondo nel 2010!!!

Sottolineo che mentre in altri punti dell’articolo si parla di miglioramento della tecnologia in futuro, noi potremmo avere nel giro di pochi anni (salvo ambientalisti) la costruzione dell’area portuale di Porto Empedocle, così come pensata nel Piano Regolatore Portuale (PRP) del Comune di Porto Empedocle, a spese di Nuove Energie e potendo avere entrate derivanti da tassazione. Vi sembra poco?

Aggiornamento: con un po’ più di tempo mi sto dedicando a studiare questo metodo con articoli in inglese. La cosa più interessante che ho scoperto riguarda la proprietà della tecnologia Energy Bridge™ che è esclusiva della compagnia americana Excelerate Energy che ne ha comprato il brevetto. Ciò significa che non è una tecnologia disponibile, per cui si potrebbe considerare una valida alternativa equivalente all’impianto onshore. A meno che non si vogliano vedere addebitati in bolletta i costi maggiori per acquistare il brevetto e le supermetaniere.

Potremmo, in linea di principio, dire che possiamo sfruttare il metano che è nell’atmosfera di Nettuno, sarebbe una buona ditribuzione delle risorse? ma soprattutto sarebbe nel miglior interesse dei cittadini?

GN

Noto: nasce il comitato per il sì

24 settembre 2007 alle 10:09 | Pubblicato su Commenti, Comunicati Stampa, Fatti & Notizie | Lascia un commento
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Avevo già segnalato in un altro post come il no incondizionato alle esplorazioni nelle campagne di Noto fosse una stupidata, posto che già si trivella a pochi km da Noto.

Oggi ho visto che un gruppo di cittadini si sta mobilitando affinchè la valorizzazione delle risorse naturali nel nostro territorio non sia bloccata da posizioni ideologiche.

COMUNICATO STAMPA : “ NASCE IL COMITATO PER IL Sì”

In relazione alla questione delle trivellazioni nel Val di Noto,
alcuni cittadini del sud-est della Sicilia e della città Noto si mettono
insieme per dare vita ad un comitato per dire SI alla valorizzazione
delle riserve di gas-metano del sottosuolo del proprio territorio.

PERCHE’ SIAMO PER IL SI’

I sottoscritti cittadini, ai quali interessa lo sviluppo economico,
sociale, culturale, agricolo,turistico, di questa terra Patrimonio
Culturale dell’Umanità, nella consapevolezza che tale sviluppo può
essere garantito, assicurato e governato da una politica che tenga
conto di tutte le opportunità che il territorio offre e presenta, nel
rispetto della storia, della tradizione, della cultura delle
popolazioni che vi abitano, in relazione alla vicenda conosciuta come
“Trivellazioni nel Val di Noto” dichiarano quanto segue:

Continue Reading Noto: nasce il comitato per il sì…

Documentazione per la valutazione di impatto ambientale

23 settembre 2007 alle 10:09 | Pubblicato su documenti, valutazione impatto ambientale | Lascia un commento
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Nel sito del Ministero dell’Ambiente è possibile consultare la documentazione per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che riguarda le opere marittime portuali connesse alla realizzazione del terminale di ricezione e rigassificazione GNL.

Qui il link

Colti in flagrante

21 settembre 2007 alle 11:09 | Pubblicato su Commenti, Gian Morici, referendum, spunti di riflessione | 41 commenti

Sono convinto che il commento lasciato dal sig. Morici, molto argomentato e specialistico, sia la perfetta dimostrazione di quanto sostengo da tempo.

Per poter parlare della questione del rigassificatore bisogna essere specialisti… chiedere il referendum è inutile (sebbene una mossa politicamente azzeccata), perchè la gente non potrà mai avere, nonostante dibattiti ed incontri, una conoscenza sufficiente a comprendere l’interesse locale e nazionale.

Nonostante ciò, non metto in dubbio che i cittadini possano e debbano partecipare alla fase di pianificazione, come ad esempio di destinazione del territorio, ma non possono certo decidere tecnicamente.

Sono il primo a chiedere una corretta informazione, poichè sono convinto che l’informazione ed un corretto ragionamento possano portare a scelte condivise.

So bene che la rigassificaione potrebbe avvenire sulle metaniere, ma non su ognuna che arriva, bensi su una ormeggiata, in maniera permanente, a largo. Le tonnellate di cloro in acqua sarebbero dunque le stesse, visto che il processo di rigassificazione non cambia. E’ da considerare che un impianto di depurazione delle acque rimetterebbe in mare acqua pura, ma questo significa integrare il progetto dell’impianto non eliminarlo.

Sottolineo dunque che continuare a buttare dati a caso, sebbene veritieri, non serve a fare informazione.

Sono d’accordo che gli interventi generici non servano, ma quelli specialistici per definizione non sono adatti a tutta la popolazione. Qui mi propongo di argomentare con buon senso, cosciente che la legge è dalla mia parte, mi tutela, tutela la mia salute, tutela l’ambiente. A me tocca il compito di vigilare, ma non di porre veti ingiustificati, soprattutto quando le competenti autorità non hanno trovato motivi per ostacolare il progetto.

Vorrei infine puntualizzare che il bello (o il bruto?) della democrazia partecipativa consiste nel delegare a pochi la facoltà decisionale. Questo significa che tutti i cittadini devo responsabilemente scegliere chi li rappresenti e chi possa rappresentare onestamente i propri interessi. D’altra parte gli eletti hanno i dovere di decidere seguendo gli interessi della cittadinanza tutta.

Parola d’ordine degli ambientalisti: non si fa

21 settembre 2007 alle 06:09 | Pubblicato su Letture consigliate, spunti di riflessione | 1 commento

La vicenda del rigassiicatore da costruire a Porto Empedocle si intreccia per varie ragioni alla vicenda delle trivellazioni esplorative alla ricerca di gas nelle campagne di Noto.

Vi suggerisco la lettura di alcuni articoli che riguardano il caso Noto, nel quale una sparuta minoranza (ambientalista???) vuole bloccare le trivellazioni nelle campagne senza proferire parola su quelle a pochi km dalla cattedrale barocca.

E’ chiaro che queste situazioni si giocano sulla capacità di fare casino, attirare l’attenzione e coinvolgere la popolazione.

Dopo la nota nella quale ci domandiamo dove si debba costruire un rigassificatore, vogliamo domandare oggi che tipo di fonti energentiche dobbiamo usare posto che:

  1. un rigassificatore non lo vuole nessuno
  2. sondaggi per cercare gas non se ne possono fare neanche in zone libere da vincoli
  3. si vogliono dismettere centrali a carbone e petrolio
  4. nucleare neanche a parlarne

Riserverò comunque questa domanda per l’apposita rubrica e vi lascio alla piacevole lettura.

  1. Quante bugie sulle trivelle in Val di Noto, di Nicola Currò
  2. Chi nicchi e nacche Camilleri? di Carlo Stagnaro
  3. Noto: no agli allarmismi. Lettera a Cuffaro di Corrado Salemi

Comunicato stampa

20 settembre 2007 alle 11:09 | Pubblicato su Comunicati Stampa, Fatti & Notizie, Gian Morici, rassegna stampa, referendum, Rossana Interlandi | 1 commento

Stamane abbiamo inviato ad alcune testate della provincia di Agrigento una nota nella quale sinteticamente abbiamo esposto quanto in questo blog è stato evidenzianto nel corso di questi mesi.  Di seguito il testo della nota

Il Comitato pro rigassificatore intende replicare alle dichiarazioni dell’Assessore Interlandi e alla conseguente nota del Comitato pro referendum – Norigassifcatore di Agrigento.

Non è chiaro infatti dove si possa costruire un rigassificatore. L’area già industriale di Augusta sarebbe da sconsigliare, l’area per lo sviluppo industriale di Porto Empedocle comprometterebbe la vocazione turistica dell’agrigentino, le riserve naturali e i parchi paesaggistici sono naturalmente esclusi per il loro pregio, le zone archeologiche sono off-limits.

Vista la necessità di differenziare le fonti di energia ed assicurare l’indipendenza da canali unici (per evitare aumenti dei prezzi dovute a fibrillazioni internazionali), dove sarebbe auspicabile costruire un rigassificatore?

Ci chiediamo inoltre come sia possibile definire “imposta dall’alto” la scelta di amministratori – locali, regionali e nazionali – democraticamente eletti dalla cittadinanza per curarne gli interessi.

Auspichiamo infine che i Consigli Comunali di Agrigento e Porto Empedocle, come anche le rispettive Amministrazioni, abbiano il coraggio di affrontare responsabilmente il dovere decisionale loro affidato dalla cittadinanza. I componenti delle Amministrazioni locali hanno tutte possibilità di studiare i progetti e scegliere per il bene della popolazione locale e per l’interesse dell’intero Paese.

Delegare la scelta ai cittadini significa, in questo caso, mettere in balia di emozioni e paure, che nascono dalla disinformazione, un progetto che potrebbe essere strategico per l’Italia.

Invitiamo la cittadinanza tutta ad informarsi bene sulla vicenda del rigassificatore, consultando anche il sito del nostro Comitato che si impegna a dare spunti di riflessione che possano coniugare tutela dell’ambiente, sviluppo economico e interesse del Paese.

Luigi Di Rosa – Giovanni Nocera

Comitato pro rigassificatore – Agrigento

Domande scottanti – 2

18 settembre 2007 alle 11:09 | Pubblicato su Domande scottanti | 1 commento

Siamo già alla seconda puntata della rubrica domande scottanti. Quella di oggi è sorta spontanea leggendo un commento. Eccola:

Se eleggiamo democraticamente dei cittadini con il compito di rappresentare i nostri interessi, perchè alla fine le loro decisioni vengono definite “imposte dall’alto”?

Non dobbiamo fare beneficenza

16 settembre 2007 alle 10:09 | Pubblicato su Commenti, spunti di riflessione | Lascia un commento

Più volte, tra i commenti a questi post, si è obbiettato che il gas reso disponibile dall’impianto di rigassificazione solo per una piccola parte, quasi irrisoria, servirebbe alla Sicilia. Due motivi fondamentali rendono questa obiezione inconsistente.

Il fatto che le ragioni che vanno dalla Valle d’Aosta alla Sicilia costituiscano una nazione potrebbe essere sufficiente a capire che alcuni interventi nel nostro territorio non necessariamente devono produrre un beneficio diretto ed immediato a noi stessi, ma possono essere giustificati dall’interesse del Paese. Noi ci carichiamo del peso dell’impianto di rigassificazione – il cui gas useranno al Nord – il Nord si caricherà, ad esempio, il peso della TAV – per mezzo della quale le nostre pesche appena raccolte arriveranno in tutta Europa in pochi giorni -. Questa mi sembra un’argomentazione ragionevole.

Il secondo motivo, altrettanto ragionevole, è di natura economica. Nessuno ha mai affermato che la destinazione dell’area all’impianto di rigassificazione debba essere un regalo all’Azienda Nuove Energie. Non sono un burocrate, non so quindi in che forma si possa far pagare un affitto per l’utilizzo dell’area del Consorzio ASI. Quello che posso ragionevolmente immaginare è che qualche soldo, derivante da imposte, al Comune di Porto Empedocle certamente entrerà. Non voglio aggiungere i benefici derivanti dall’ampliamento del porto e dal dragaggio, mi basta sottolineare che un impianto del genere non possa in alcun modo essere neutro al bilancio del comune nel cui territorio insiste.

GN

Nuova rubrica: Domande scottanti

16 settembre 2007 alle 12:09 | Pubblicato su Domande scottanti | 2 commenti

Con questo post voglio inaugurare la nuova rubrica Domande scottanti, con la quale spero abbiano voglia di confrontarsi tutti quelli che si stanno interessando alla vicenda del rigassificatore a Porto Empedocle.

Ecco la prima:

Indipendentemente dall’installazione dell’impianto di rigassificazione, saresti disposto ad accettare un ampliamento del porto di Porto Empedocle tale da consentire l’attracco di grandi navi da crociera?

Attendo numerose risposte che dovrebbero essere brevi per essere chiare.

L’assessore Interlandi contro il rigassificatore

13 settembre 2007 alle 06:09 | Pubblicato su Commenti, rassegna stampa, Rossana Interlandi | Lascia un commento

Su AgrigentoNotizie.it la dichiarazione dell’assessore Interlandi che interviene, però, riguardo al rigassificatore di Priolo

Costruire un impianto del genere in una zona industriale piena di raffinerie significa posizionare un congegno ad orologeria che,in caso di incendi negli impianti petrolchimici, cosa che si verifica frequentemente, produrrebbe conseguenze devastanti in un’area che va da Catania a Ragusa.
E’ impensabile che un’opera capace di incidere in maniera cosi’ problematica nella vita della popolazione locale, possa essere imposta dall’alto, contro la volonta’, peraltro espressa in maniera plebiscitaria nel referendum, dalle popolazioni stesse

Le zone industriali sono pericolose, le aree verdi off-limits, idem per i parchi naturali e paesaggistici. Mi spiegate dove dovrebbero essere costruiti? sulla luna?

Credo che ad ogni “no” debba seguire la proposta di una possile alternativa.

Confermo le mie perplessità sulla decisione plebiscitaria della popolazione locale, soprattutto quando si fomentano paure di catastrofi e incidenti devastanti.

GN

Confronto col Comitato pro referendum

13 settembre 2007 alle 02:09 | Pubblicato su Commenti, Gian Morici, referendum, spunti di riflessione | 8 commenti

Il Sig. Morici, cofondatore del Comitato pro referendum – No rigassificatore, ha lasciato un commento al post che ho scritto sul mio blog circa la vicenda del referendum sull’impianto di rigassificazione a Porto Empedocle. Scrivo qui la risposta anche per chiarire meglio acuni aspetti sollevati dal commento.

Naturalmente il rigassificatore non è la panacea di tutti i mali, ma l’investimento che l’Azienda deve fare per l’impianto può avere ripercussioni positive sull’economia del territorio e di tutta la nazione.

Il 60% dell’energia elettrica prodotta in Italia deriva dal metano, che serve anche al riscaldamento, come far fronte alla crescente richiesta di energia elettrica e quindi di metano? Credo che bruciare carbone o petrolio non sia la soluzione ambientale preferibile, ma sarà quella necessaria senza l’opportuno approvigionamento di metano grazie ai rigassificatori. Le vicende degli ultimi anni dimostrano infatti che non differenziare le fonti di approvigionamento fa aumentare il prezzo del metano in caso di fibrillazioni nei paesi produttori.

Ma perchè proprio a Porto Empedocle?

Non conosco le specifiche tecniche del progetto, posso immaginare che la posizione strategica del porto di Porto Empedocle, affacciato sul Mar Mediterraneo, e la disponibilità di un’area sufficientemente estesa abbiamo fatto pensare al sito dell’area industriale. Un’area che è già industriale .

Quello che mi ha convinto della posizione ideologica del Comitato No rigassificatore è che i problemi che si prospettano sembrano nascere oggi e non quando, ad esempio, si è deciso di rubare al mare decine di metri quadrati con il riempimento nel quale, oggi, è istallato anche l’impianto di dissalazione. Una simile opera non ha ripercussioni sull’erosione della costa? E perchè una tale propaganda non è stata fatta prima? L’allungamento del molo sarà solo un’inezia di fronte alla superfice rubata al mare in questi anni.

Resto comunque del parere che delle infrastrutture vadano costruite, anche correndo dei rischi, commisurabili ai benefici, come l’ampliamento del porto di Porto Empedocle. Avere a disposizione il tesoro della Valle dei Templi (che qui entra in gioco solo in quanto attrazione turistica e non in quanto minacciata direttamente dall’impianto) e non mettere in essere le strutture che possano accogliere i turisti disposti a spendere per visitarla significa non averla e non condividere con l’umanità un tale patrimonio.

E qui veniamo alla minaccia di cancellazione della Valle dei templi dalla lista dei siti patrimonio dell’umanità stilata dall’UNESCO. Forse chi ha palesato questa possibilità non conosceva bene la questione e immaginava che l’impianto sarebbe stato costruito a ridosso del posto di ristoro nel cuore del parco archeologico. Evidentemente un impianto costruito a molti km dal parco e da quest’ultimo completamente invisibile non può compromettere la bellezza del sito. Ma se, nonostante queste evidenze di buon senso, cancellassero la valle dalla lista – mi permetto qui di essere un po provocatorio – ce ne potremmo strafottere: la Valle dei Templi resterà comunque una meraviglia e anzi dovremo lavorare di più perchè sia conosciuta in tutto il mondo, magari andando a cercare i turisti nei loro paesi. La Valle e il parco paesaggistico non hanno bisogno di certificazioni, sono un patrimonio per il fatto che esistono! E possono essere patrimonio dell’umanità se l’umanità è facilitata nella fruizione del bene. Avere un sito col bollino e non avere chi lo visiti è un controsenso.

Se ostacoli insormontabili si mettono all’impianto di rigassificazione, sono ostacoli che si pongono anche ad ogni sviluppo turistico del porto di Porto Empedocle. La possibile erosione della costa potrebbe esserci anche per la costruzione del molo esclusivamente a scopo turistico.

Vorrei qui ribadire che la mia avversione al referendum è giustificata dal fatto che la questione sia da valutare, da una parte, dal lato tecnico e quindi i tecnici (politici, enti, università) devono risolvera, d’altra parte è una questione che suscita parecchie emozioni. La popolazione chiamata al referendum non sarà mai in grado di conoscere, capire e apprezzare il progetto (non solo nell’interesse locale, ma anche nazionale) al punto da sopire il forte impatto emotivo che certa parte della cittadinanza illuminata solleva.

Per quale ragione in tutte le città italiane interessate da progetti analoghi, associazioni, sindacati, prtiti politici e popolazione, li hanno osteggiati? Se realmente fossero la panacea di tutti i mali, saremmo noi gli unici geni ad averlo capito?

La storia italiana dimostra che siamo stati talmente geni che a fronte di un forte impatto emotivo, l’incidente di Cernobil, abbiamo rinunciato al nucleare, perdendo i soldi degli investimenti già fatti, i soldi dovuti al prezzo più elevato dell’energia elettrica e avendo la stessa possibilità di inquinamento da radiazioni visto che le centrali nucleari funzionano a pieno regine appena oltre le Alpi.

Vogliamo oggi perdere anche questa occasione? No. Non dobbiamo perderla e anzi dobbiamo guadagnarci!

Resto disponibile ad ogni confronto basato su argomentazioni razionali e che eviti di sollevare paure e fantasmi che non aiutano a capire e distolgono l’attenzione dai dati concreti.

GN

Freddo e buio, in Italia a rischio le riserve di gas per l’inverno

11 settembre 2007 alle 12:09 | Pubblicato su Commenti, rassegna stampa | Lascia un commento

Da Repubblica.it:

FRASCATI (ROMA) – Allarme energia dall’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti. Secondo il quale siamo ancora più fragili di due anni fa, quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina: “Rischiamo ancora di rimanere al freddo e al buio”.

Per Conti “sono aumentati i consumi ma sono stati ridotti gli stoccaggi, anche a causa di una errata interpretazione del ministero dell’Ambiente”. Il manager ha quindi avvertito che “il gas costerà sempre di più e sarà sempre legato al petrolio. Anche con i rigassificatori – ha continuato – il prezzo non scenderà: non sta scendendo in Francia dove se ne stanno realizzando quattro, nè in Spagna dove se ne stanno facendo sette. I rigassificatori restano comunque utili per ridurre il rischio fisico dell’approvvigionamento”.

Prima che qualcuno strumentalizzi le ultime affermazioni vorrei far notare che anche se i prezzi, nonostante i rigasificatori, non scenderanno almeno se ne potrà rallentare l’aumento.

Interessante sottolineare che in Francia sono in costruzione quattro rigassificatori e in Spagna ben sette.

GN

Vista del sito dal satellite

4 settembre 2007 alle 08:09 | Pubblicato su Foto, Satellite, scheda tecnica, spunti di riflessione | Lascia un commento

Da questo link è possibile fare una visita virtuale al sito dove dovrebbe essere costruito l’impianto di rigassificazione.

Come si vede bene dalla foto, non si tratta di un’area incontaminata, ma di un’area nella quale sono attualmente presenti numerose infrastrutture, che però non sono efficienti perchè incomplete.

E’ noto il fenomeno dell’insabbiamento del porto di Porto Empedocle, femoneno che potrebbe essere ridotto, con la costruzione del nuovo braccio cui dovrebbero attraccare le metaniere.

Per aderire al Comitato pro rigassificatore a Porto Empedocle – Agrigento

3 settembre 2007 alle 09:09 | Pubblicato su Fatti & Notizie | 2 commenti

Per aderire al Comitato pro rigassificatore è possibile utilizzare il form a questo indirizzo.

Foto della zona su cui verrà costruito il rigassificatore

2 settembre 2007 alle 11:09 | Pubblicato su Foto, scheda tecnica | Lascia un commento

Di persona gli autori di questo blog sono andati a controllare ed a fotografare la zona di Porto Empedocle tanto discussa per la costruzione dell’ormai famoso rigassificatore. Come si osserva dalle foto è chiarissimo che dalla bellissima valle dei templi non si vedrà il rigassificatore: infatti, dal punto in cui sorgerà l’impianto, i templi non si vedono. D’altra parte già questo era stato confermato dal video inserito in questo blog. Il rigassificatore sarà infatti, come da progetto, sotterrato quasi integralmente.

Confimpresa contro il rigassificatore

1 settembre 2007 alle 11:09 | Pubblicato su Alessio Lattuca, referendum, spunti di riflessione | Lascia un commento

Su AgrigentoNotizie.it leggo con stupore la lettera di Alessio Lattuca, direttore di ConfImpresa, che mette in rilievo alcune interessanti questioni – come lo sviluppo del capitale sociale per accogliere il capitale economico in cerca di bellezze naturali e archeologiche – con altrattanto fumo sugli occhi circa la vicenda del rigassificatore.

Comincio col far notare che a fronte della richiesta di

senso di responsabilità piuttosto che i noti comportamenti

rivolta agli amministratori, di maggioranza e opposizione, si ritiene

estremamente utile, ovvero indispensabile consultare i cittadini attraverso un moderno ed efficace strumento di democrazia qual è il referendum

che, invece, esautora gli stessi amministratori dalla responsabilità della scelta. Inoltre vincola la scelta delle persone, poco informate e poco interessate, a

interessi economici di tipo individuale

poichè ognuno deciderà per la custodia del proprio orticello, senza considerare l’interesse comune, e sotto pressione di poteri forti che sfruttano la paura per le nuove tecnologie.

Vediamo allora di rispondere alla fatidica domanda

come sia possibile coniugare sviluppo socio – economico, sviluppo turistico ambientale e rispetto della qualità della vita, con una struttura così pericolosa e probabilmente inquinante?

Io credo che la vicenda del rigassificatore a Porto Empedocle possa fare scuola nella possibilità di coniugare tutti i fattori in gioco. Ma andiamo con ordine.

La struttura NON è inquinante, non c’è combustione di alcunchè, ne produzione di scorie o sostanze inquinanti. Inoltre l’approvigionamento di gas metano può incentivare la riconversione di centrali elettriche a carbone in centrali a metano, così come potrebbe dare impulso alle macchine a metano, tanto pubblicizzate dagli ambientalisti.

Per quanto riguarda la pericolosità sono certo che gli attuali standard tecnologici che permettono di andare in automobile con una bombola di GPL (Gas Propano Liquido) nel bagagliaio, possano permettere di stoccare grandi quantità di metano in un’area che non presenta rischio di incidenti.

Passiamo ai possibili rischi ambientali. Posto che l’impianto di rigassificazione non è inquinante, l’unico rischio dovuto alla presenza dell’impianto e alle strutture accessorie potrebbe, e sottolineo potrebbe, essere quello dell’erosione della costa. Se questo rischio fosse determinante nella scelta, dovrebbe essere ponderato anche nel caso di possibili allargamenti dei porti (quello di Porto Empedocle per le navi da crocera, e quello di S. Leone per le imbarcazioni) per accogliere turisti. Siamo quindi disposti a correre qualche rischio oppure siamo condannati all’immobilismo? Chi sostiene che questo rischio non può essere in nessun modo accettato sta indirettamente dicendo che Agrigento non potrà mai avere un porto turistico di alto livello. Ma se questo rischio può essere accettato per trarne benefici diretti, credo sia accettabile anche per trarne benefici indiretti.

Il dragaggio e l’ampliamento del porto di Porto Empedocle, a spese dell’impresa che gestisce il rigassificatore, sarà un’opportunità di sviluppo turistico per la provincia di Agrigento, perchè permetterà la realizzazione di quelle strutture che possono aumentare il volume di traffico di turisti.

L’impianto sarebbe invisibile dal Parco archeologico della Valle dei Templi e dal Parco letterario Luigi Pirandello (sono andato a verificare di persona e così ha certificato la Sovraintendenza ai Beni Culturali) e non minaccia assolutamente il sito della valle come Patrimonio dell’Umanità. Ogni minaccia di cancellazione dalla lista dell’UNESCO si presenta, ai miei occhi, dettata da interessi diversi dalla natura della segnalazione come Patrimonio dell’Umanità.

GN

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