Manifesto di sospetti

15 gennaio 2008 alle 04:01 | Pubblicato su Commenti, Gian Morici, Giovanni Nocera, Il Manifesto, Letture consigliate, rassegna stampa | 7 commenti

Paginone del Manifesto dedicato oggi alla vicenda del rigassificatore. I lettori di questo blog possono evitare di leggerlo, l’articolo infatti riporta testualmente tutte le argomentazioni del sig. Morici – intervistato dal giornalista – che abbiamo ospitato in queste pagine.

Lettura consigliabile a quanti avessero voglia di cominciare ad interessarsi della vicenda o si fossero persi qualche “puntata”.

L’articolo ripercorre infatti la storia del rigassificatore fin dalla presentazione del progetto da parte di Nuove Energie, poi passata sotto il controllo ENEL.

Niente da eccepire se non fosse che tutta la storia, più che ad un giornale, si addice allo stile delle avventure del Commissario Montalbano, nel cui ricordo, appropriatamente, si apre l’articolo. Auguro a Massimo Giannetti la stessa fama di Camilleri.

Sono purtroppo costretto a tediarvi con l’analisi puntuale dell’articolo perchè, pur non riportando notizie totalmente false, le insinuazioni sono pesanti. Un po’ come il serpente fece con Eva: “E’ vero che Dio ha detto che non dovete mangiare di nessun albero del giardino?”. No! risponde prontamente Eva, ma in cuor suo immagiana che è limitata, che Dio la vuole fregare, che, in fin dei conti, non poter mangiare di un albero è come non poter mangiare di nessun albero.

Giannetti insinua, ma non dichiara mai apertamente, che tutti i rappresentanti delle Istituzioni (e mi fregio di usare il maisculo al contrario di Giannetti), siano nell’impossibilità di esprimere un giudizio obiettivo sul progetto rigassificatore e ricorrono quindi a strani magheggi.

Viene portato ad esempio il caso della Soprintendente di Agrigento che nel parere dichiara esplicitamente di poter pronunciarsi solo sull’impatto estetico. Non relativamente all’area circostante – guardando la quale non ci sarebbe stato bisogno di scomodare la Soprintendenza – ma relativamente alle competenze della Soprintendenza stessa. Non facendo riferimento, cioè, ad altri ambiti cui non si ha competenza: sanitario, prevenzione del rischio, interessi poco chiari. Tutti ambiti che devono essere esaminati dalle rispettive Istituzioni.

L’insinuazione è però che la Soprintendente abbia chiuso “non uno ma tutti e due gli occhi” dovendo dar piacere a Cuffaro per gli stretti rapporti di amicizia. “Legittimi per carità” si appresta a chiarire Giannetti, ma il sospetto è avviato.

Stesso schema per Giovanni Puglisi per il quale si elencano titoli e cariche, non ultima la Presidenza della Commissione Nazionale Italiana dell’UNESCO, e poi si sospetta che “sia stato proprio Cuffaro a traghettarlo sulla sponda opposta” cosa però che “non costituisce ovviamente reato”. La notizia allora qual è? La “conversione a 360 gradi”? Strana rotazione che significa tornare a guardare nella stessa direzione! Lapsus che forse svela l’impostazione metodologica di Giannetti. Raccontare tutte le circostanze, facendo una panoramica a 360 gradi, ma puntare all’obiettivo iniziale, che scopriremo alla fine dell’articolo.

Non scampa il sindaco di Porto Empedocle Firetto, colpevole di essere dipendente ENEL, di essere in sintonia con i vertici del suo partito – cosa che non riesce bene ai vertici di Rifondazione Comunista -, ma soprattutto di volere per il Comune di Porto Empedocle “soldi e infrastrutture” che arriveranno come opere compensative. E’ proprio uno stupido questo sindaco!

La bugia vera e propria è che Firetto “non fa una piega”. La realtà è che stia operando perchè il massimo investimento possibile resti nel territorio. Cosa riconosciuta anche dal Comitato No Rigassificatore.

Dubbi e insunuazioni, che si spiegano con gli stessi fatti dell’articolo, si sprecano. Un esempio?

Perché – si chiede il presidente del comitato referendario Joseph Morici, che per la sua opposizione al rigassificatore ha anche ricevuto due minacce di morte di probabile matrice mafiosa – l’Enel non ha presentato direttamente il progetto, visto che già all’epoca si parlava di una sua acquisizione di Nuove energie? Che bisogno aveva di mandare avanti una scatola vuota? E perché la regione ha rilasciato le autorizzazioni a un’azienda che non solo non aveva nessuna esperienza sui rigassificatori ma non aveva neanche i soldi per realizzarlo?

La risposta alla domanda in neretto si trova nella parte in corsivo. Non è stato necessario aggiungere una virgola!

Non mancano poi le posizioni dogamtiche con cui si bocciano possibilità reali per lo sviluppo portuale. Altro esempio:

«Dato che per consentire l’attracco delle metaniere l’Enel dovrà necessariamente adeguare le strutture del porto, questo consentirebbe anche alle navi da crociera di approdare finalmente a Porto Empedocle».

Ed ecco la solida argomentazione che confuta la tesi precedente

Se non è una presa in giro, poco ci manca

Il resto dell’articolo leggetelo con quest’occhio. Se qualcuno si cimenterà nel compilare una rassegna di altre posizioni simili nello stesso articolo sarò felice di pubblicarlo.

Prima di finire svelo, a chi ancora non l’avesse chiaro, l’obbiettivo di tanto zelo del Manifesto, con una precisazione.

Il caro Sig. Morici, autore una durissima lettera di accusa verso la stampa locale non condivisa neanche da chi normalmente gli da voce, dovrebbe provare a lavorare per la chiarezza, cosa che già fa, ma senza acconsentire a strumentalizzazioni delle vicende locali che hanno il chiaro fine di colpire i vertici politici siciliani, dello schieramento opposto all’area del Manifesto – non una parola è stata spesa per lo strano comportamento di Marco Zambuto, pur vittima delle contestazioni di Morici -, ed in particolare Totò Cuffaro, lei cui vicende giuduziare sono state volutamente richiamate alla fine dell’articolo, cui prodest?

GN

Qui il testo completo dell’articolo

Fase 2: congrui compensi, non sussidi

27 dicembre 2007 alle 07:12 | Pubblicato su Commenti, Letture consigliate, spunti di riflessione | Lascia un commento

Dopo aver impiegato molto tempo – e altrettante risorse – per spiegare i possibili vantaggi derivanti da un investimento di 600 milioni di euro per l’impianto di rigassificazione ho l’impressione che si stia passando alla fase 2: valutare concretamente l’entità delle opere e degli investimenti compensativi.

Sabato scorso l’intervista di un consigliere comunale dell’amministrazione agrigentina, oggi il sindaco del Comune di Porto Empedocle, danno l’idea che si possa passare a contrattare con l’ENEL, soprattutto dopo il planning delle attività illustrato dall’ing. Luzzio.

Politicamente ha senso la strategia di alzare il prezzo, o quantomeno portarlo alle legittime aspettative delle amministrazioni locali. E’ un’operazione che ha un suo perchè, ma anche i suoi rischi. Non bisogna esagerare, per diversi ordini di ragioni.

Il primo perchè ogni opera extra, al budget massimo previsto da ENEL per l’investimento, è un costo che ricadrà necessariamente sul prezzo del gas, pur spalmato nell’arco del tempo.

Secondo perchè è irragionevole che una fetta consistente del finanziamento di ogni “opera pubblica” vada a finire per ristrutturare stadi, biblioteche e strade dei comuni dove insiste l’opera. E’ un discorso alla Di Pietro, ma lo trovo molto sensato. Il problema posto è serio, perchè significa distogliere risorse “impegnate”, ad esempio per autostrade, a vantaggio di opere che non hanno la stessa urgenza o importanza strategica. Naturalmente è un discorso generale, ma che può essere valido spunto di riflessione per la concreta situazione locale.

Infine sono stanco della politica dei sussidi, e ancor più stanco della vita trascorsa nell’attesa di aiuti da Palermo, da Roma, da Bruxelles. Sembra una situazione da Terzo Mondo.

Nella cultura popolare si dice “non cade foglia che Dio non voglia”, ad Agrigento “non si muove foglia senza sussidi”. Basta! La nuova era della vita cittadina dipenderà dalla maturazione, dal necessario passaggio dall’adolescenza alla maturità dei cittadini di Agrigento, capaci finalmente di camminare sulle proprie gambe, scegliere del proprio futuro, responsabili delle decisioni e senza aspettare favori da nessuno.

Il giusto – secondo il principio di giustizia di riconoscere a ciascuno ciò che gli è dovuto – lo dobbiamo pretendere, favori non ne dobbiamo chiedere, altrimenti saremo sempre costretti a renderli.

Così come non possiamo vincolare la scelta del da fare all’arrivo di fondi dall’esterno. Significa, infatti, non avere il coraggio di scelte, anche impopolari, così come significa non avere nessuno a cui imputare la responsabilità delle scelte sbagliate.

Ogni cosa che non va è da adebbitarsi a qualcun altro, e questo qualcun altro è sempre più lontano e opaco. Non è colpa del sindaco perchè aspetta i soldi dalla regione, non è colpa della regione perchè attende fondi dal governo, non è colpa del governo perchè deve rispettare i parametri europei.

Intanto noi siamo nella merda in attesa che arrivi un salvagente che ci faccia stare tranquilli di non affogare, ma continuiamo ad attendere nuotando nel letame.

Cominciamo col pretendere la sistemazione dell’area portuale in modo da accogliere turisti, ma al resto pensiamo noi!  Il modello di sviluppo lo dobbiamo portare avanti con le nostre idee, con le nostre mani e con i nostri soldi. Nessuno si impegnerà seriamente se non rischia del proprio. E’ quello che è successo fino ad oggi!

GN

Rigassificatori, Ibl: A decidere deve essere il mercato

18 dicembre 2007 alle 06:12 | Pubblicato su Letture consigliate, spunti di riflessione | Lascia un commento
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Quanti rigassificatori servono all’Italia? E soprattutto deve essere lo Stato o il mercato a decidere il numero degli impianti e la localizzazione? Sono le due tesi che hanno animato il dibattito di questa mattina nel workshop organizzato dall’Istituto Bruno Leoni (Ibl). Da una parte Edoardo Zanchini (responsabile Energia di Legambiente), dall’altra Carlo Stagnaro (direttore Energia e ambiente dell’Ibl). Il rappresentante dell’associazione ambientalista ha sottolineato come il sistema attuale non funzioni: “Prendiamo atto che i 13 progetti di rigassificatori presentati vanno avanti con infiniti problemi e rischiamo di non avere risposta né al problema della sicurezza né della concorrenza per la fonte che garantisce meno emissioni di CO2. Occorre un sistema in cui vi sia certezza su alcuni impianti, in cui il soggetto pubblico dia garanzie ai privati che investono e alle comunità preoccupate dagli impianti. Scegliamo le aree dove fare alcuni rigassificatori, mettiamoli a gara, e sui progetti sia il pubblico a garantire qualità e sicurezza”. Anche per Stagnaro il sistema attuale non funziona. Non deve essere però lo Stato a decidere sul da farsi ma il mercato. “Le istituzioni – ha spiegato l’esperto dell’Ibl al VELINO – deve fissare solo le regole del gioco e gli standard ambientali. Spetta poi alle imprese decidere se e come realizzare gli impianti in generale, non solo i rigassificatori. Quindi, occorre premere l’acceleratore nel processo di liberalizzazione e, a monte di ciò, semplificare, linearizzare e rendere più certi i meccanismi autorizzativi degli impianti. Ciò non presuppone, anzi esclude, forme di pianificazione più o meno spinte: dallo Stato non possono però venire soluzioni ai problemi che lo stesso interventismo pubblico ha contribuito a creare”. Si possano sempre trovare delle vie di mezzo, ha sottolineato Stagnaro, come quella seguita per esempio dal nostro paese, che proprio sui rigassificatori ha creato una “cabina di regia” con il compito di scegliere quali impianti realizzare. “Il vero nodo è però ripensare le regole del sistema”, in un quadro, ha concluso Stagnaro che deve anche essere “coerente” con l’approccio che “l’Europa ha dimostrato di avere verso le liberalizzazioni”.

Da Il Velino, 17 dicembre 2007

La Valle dei Templi è al sicuro, parola di UNESCO

13 dicembre 2007 alle 11:12 | Pubblicato su Ambiente, Commenti, documenti, Giovanni Puglisi, Letture consigliate, rassegna stampa, spunti di riflessione, UNESCO, Valle dei Templi - Patrimonio dell'Umanità | Lascia un commento
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Si sgretolano, sotto i colpi dell’evidenza della realtà, le varie argomentazioni dei contrari all’impianto di rigassificazione a Porto Empedocle.

Prima, fra tutte le tesi che ostacolerebbero l’impianto, è – o sarebbe meglio dire era – il rischio di cancellazione della Valle dei Templi dalla lista dei siti patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Ieri, con un’intervista al quotidiano La Sicilia (parte 1 e 2), il prof. Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, ha chiarito che l’impianto di rigassificazione da installare a Porto Empedocle, non minaccia assolutamente la presenza della Valle nel World Heritage, qualora il progetto continuasse a rispettare la normativa vigente, come attualmente accade.

Degne dell’uomo ragno le arrampicate sugli specchi di chi, fino a ieri, faceva leva su questo fulcro per sostenere l’inadeguatezza del sito di Porto Empedocle. In un impeto di modestia qualcuno cerca anche di insegnare al prof. Puglisi come si deve svolgere il suo lavoro!

Ritornare ad una dialettica seria, pacata e oggettiva, coerente con le proprie competenze, non potrà che aiutare a chiarire la situazione per giungere a scelte condivise che tutelino, innanzitutto, i cittadini.

GN

Così è (se vi pare)

2 dicembre 2007 alle 08:12 | Pubblicato su Letture consigliate, spunti di riflessione | 1 commento

Non so bene se mi competa il ruolo del signor Ponza o della signora Frola, ma certamente mi sento in una commedia pirandelliana nella quale si cerca di capire quale sia la verità rispetto alle affermazioni dei protagonisti. Purtroppo l’opera di Pirandello nella conclusione non permette che venga accertata la verità.

Intorno alla vicenda del rigassificatore c’è ormai una querelle che si trascina e sembra impantanata su posizioni inconciliabili. Ogni tentativo di chiarificazione viene soffocato da polemiche, sparso in mille rivoli nei quali si perde la sostanza della questione.

Rispettiamo la natura vs produzione elettrica a carbone e petrolio alternativa al metano

Tuteliamo laValle vs l’impianto è fuori da qualunque zona preveda vincoli stringenti

Puntiamo al turismo vs le navi da crociera attraccherebbero nel porto

L’impianto bloccherebbe il turismo vs alte città non hanno perso nulla a causa dell’impianto

E naturalmente evito  la cronaca delle posizione ideologiche, delle posizioni che difendono interessi di parte, di chi difende interessi politici, di chi è in cerca di riscatto, di chi vuole approfittare per avere visibilità, di chi vuole solo esprimere una qualunque opinione, di chi non avendo opinioni prende posizione, e potrei censire centinaia di altre categorie che sono intervenute, negli ultimi mesi, per dire una parola, favorevole o contraria che sia, sull’impianto di rigassificazione a Porto Empedocle.

Alla fine c’è una verità? E’ possibile parlare di fatti invece che difendere opinioni?

In questi mesi ho cercato di portare all’attenzione di chi ha avuto la bontà di seguirmi più fatti che opinioni. Cosciente che l’evidenza della realtà è più forte delle rispettabilissime opinioni che si possono avere a riguardo.

Probabilmente, come nell’opera di Pirandello, è più forte il velo che copre la sostanza (l’impenetrabilità della verità), cosicché si potrebbe affermare “per me, io sono colei che mi si crede”, perdendo ogni speranza di raggiungere la chiarezza. Da buoni concittadini dell’autore saremmo anche giustificati per questa posizione da teatro del grottesco. Ma credo che, di fronte a quanti non condividono la cittadinanza col grande narratore, abbiamo il dovere di togliere il velo per trovare l’identità celata a vantaggio del bene comune.

GN

[Mi sono permesso questa parentesi letteraria perchè trovo che siano molti quelli che vogliono difendere l’incanto del Caos, che ha visto la nascita di Pirandello, e al contempo pochi quelli che si prodigano affinché, oltre la natura, restino nel patrimonio comune dei cittadini di Pirandello anche la bellezza, la ricerca, l’inquietudine intellettuale, la riflessione sull’uomo, il genio, l’arte, la letteratura a cui l’autore  ha dedicato la sua vita]

Parola d’ordine degli ambientalisti: non si fa

21 settembre 2007 alle 06:09 | Pubblicato su Letture consigliate, spunti di riflessione | 1 commento

La vicenda del rigassiicatore da costruire a Porto Empedocle si intreccia per varie ragioni alla vicenda delle trivellazioni esplorative alla ricerca di gas nelle campagne di Noto.

Vi suggerisco la lettura di alcuni articoli che riguardano il caso Noto, nel quale una sparuta minoranza (ambientalista???) vuole bloccare le trivellazioni nelle campagne senza proferire parola su quelle a pochi km dalla cattedrale barocca.

E’ chiaro che queste situazioni si giocano sulla capacità di fare casino, attirare l’attenzione e coinvolgere la popolazione.

Dopo la nota nella quale ci domandiamo dove si debba costruire un rigassificatore, vogliamo domandare oggi che tipo di fonti energentiche dobbiamo usare posto che:

  1. un rigassificatore non lo vuole nessuno
  2. sondaggi per cercare gas non se ne possono fare neanche in zone libere da vincoli
  3. si vogliono dismettere centrali a carbone e petrolio
  4. nucleare neanche a parlarne

Riserverò comunque questa domanda per l’apposita rubrica e vi lascio alla piacevole lettura.

  1. Quante bugie sulle trivelle in Val di Noto, di Nicola Currò
  2. Chi nicchi e nacche Camilleri? di Carlo Stagnaro
  3. Noto: no agli allarmismi. Lettera a Cuffaro di Corrado Salemi

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