Rigassificazione a bordo, possibilità e criticità

24 settembre 2007 alle 05:09 | Pubblicato su Commenti, documenti, scheda tecnica, spunti di riflessione | 2 commenti

Seguendo il consiglio lasciato in un commento ho cercato “rigassificazione a bordo”. La ricerca è stata deludente perchè ho trovato solo 4 risultati, solo uno dei quali di un certo valore anche se manca completamente di alcun riferimento bibliografico su cui controllare.

Nonostante l’entusiasmo con cui si presenta la tecnologia della rigassificazione a bordo delle metaniere lo stesso articolo è costretto ad ammettere che

è difficile che una capacità di 4 miliardi di metri cubi l’anno giustifichi il lato up-stream di una catena LNG, dati in particolare gli altissimi costi di investimento dell’impianto di liquefazione. Per il momento, siffatte capacità devono necessariamente affiancarsi ad altri progetti, tradizionali o innovativi, per rendere conveniente lo sviluppo di iniziative upstream.

A questo c’è da aggiungere il problema delle super metaniere che per ora sono pochissime nel mondo, e quello che avevo già intuito a buon senso del tempo di sosta di una settimana per scaricare direttamente in forma gassosa. Tempo che è arrivato a poco più di due sentimane per il primo scarico con questa tecnologia.

Aggiungerei una criticità per quanto riguarda le navi, che a fronte di un costo maggiore non ottimizzano i costi come le metaniere normali. Inoltre

Nel 2010 saranno quindi in circolazione almeno 7 navi LNGRV

Capito!?? Solo 7 nel mondo nel 2010!!!

Sottolineo che mentre in altri punti dell’articolo si parla di miglioramento della tecnologia in futuro, noi potremmo avere nel giro di pochi anni (salvo ambientalisti) la costruzione dell’area portuale di Porto Empedocle, così come pensata nel Piano Regolatore Portuale (PRP) del Comune di Porto Empedocle, a spese di Nuove Energie e potendo avere entrate derivanti da tassazione. Vi sembra poco?

Aggiornamento: con un po’ più di tempo mi sto dedicando a studiare questo metodo con articoli in inglese. La cosa più interessante che ho scoperto riguarda la proprietà della tecnologia Energy Bridge™ che è esclusiva della compagnia americana Excelerate Energy che ne ha comprato il brevetto. Ciò significa che non è una tecnologia disponibile, per cui si potrebbe considerare una valida alternativa equivalente all’impianto onshore. A meno che non si vogliano vedere addebitati in bolletta i costi maggiori per acquistare il brevetto e le supermetaniere.

Potremmo, in linea di principio, dire che possiamo sfruttare il metano che è nell’atmosfera di Nettuno, sarebbe una buona ditribuzione delle risorse? ma soprattutto sarebbe nel miglior interesse dei cittadini?

GN

Annunci

2 commenti »

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

  1. Peccato che le sfuggono i tempi necessari alla realizzazione del rigassificatore… Continuo a chiederle: l’impianto di Porto Empedocle, necessita alla Sicilia? Se serve per le industrie del nord (alle quali così costerebbe il 20% in più come sostenuto dai dirigenti Enel), perchè 15 città italiane non lo vogliono? Come mai ovunque anche i massimi rappresentanti dell’UDC riconoscono gli aspetti negativi dell’opera, tranne che per quello empedoclino? Il maggiore costo della rigassificazione a bordo, è sufficiente a pregiudicare lo sviluppo del nostro territorio e mettere a rischio la sicurezza dei cittadini? A giudicare da come avalla la causa Enel e da come si preoccupa per i costi dell’azienda e molto meno per il danno alla comunità agrigentina, mi trovo costretto a chiederle: ma Lei da che parte sta?

  2. Sto dalla parte della città, che non può restare nella morsa dell’immobilismo.

    Di una città che da decenni aspetta infrastrutture per far arrivare turisti e oggi avrebbe in regalo un porto.

    Di una città che non è un’isola, ma è integrata in un sistema paese al quale può concedere qualche centinaio di mq di terreno.

    Dei cittadini per i quali non sono indifferenti, in bolletta, i costi che le aziende energetiche affrontano e che potrebbero avere una riduzione in bolletta per il fatto che abbiamo “gentilmente concesso” il permesso al rigassificatore.

    Dei cittadini e delle imprese italiane che pagano elettricità e fonti energetiche come nessuno in Europa per colpa di paure infondate che hanno vincolato fonti energetiche alternative.

    Dei cittadini che per scegliere hanno bisogno di conoscere tutti i punti di vista, non solamente quelli allarmanti e catastrofisti.

    Dei cittadini che non possono essere dipendenti dalle fibrillazioni internazionali che bloccano l’approvigionamento di gas.

    Dei cittadini che hanno diritto a vedere il territorio valorizzato con tutti i mezzi possibili, e non dover pensare che la Valle è una palla al piede invece che un’opportunità di sviluppo.


Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.
Entries e commenti feeds.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: