Siamo contrari… al referendum

25 agosto 2007 alle 05:08 | Pubblicato su referendum | Lascia un commento

Nel mio blog ho già spiegato perchè sono contrario al referendum sulla questione del rigassificatore. Qui proverò ad essere più formale e forse più chiaro.

Innanzi tutto vorrei capire perchè i cittadini di Agrigento saranno chiamati ad esprimere un parere sulla destinazione di un’area sita nel comune di Porto Empedocle. La trovo una cosa stravagante, ma nella terra di Pirandello, nella zona Caos, potrebbe apparire una licenza burocratica e non un madornale errore dell’amministrazione di Agrigento.

Più sensato sarebbe stato interpellare i cittadini di tutta la Provincia di Agrigento. O forse, visto l’interesse della Regione, tutti i Siciliani. Direi di più: poichè l’impianto ha interesse strategico nazionale sarebbe il caso di fare un referendum tra tutta la popolazione. Non solo per decidere della sorte di quest’impianto, ma per ogni opera: TAV, autostrade, ponti, porti. Ogni decisione dovrebbe vedere interpellati tutti i cittadini italiani.

Converrete con me che nel giro di poco tempo si dovrebbe cambiare sistema, magari passando alla democrazia rappresentativa. Il nome sembra complicato ma il funzionamento è semplice.

Tutta la cittadinanza sceglie dei rappresentanti (a livello locale, regionale, nazionale) con il compito di riunirsi per amministrare la cosa pubblica. Se i rappresentanti si dimostrano incapaci di decidere, alla fine del mandato si silurano e al loro posto si manda qualcun altro a governare.

I rappresentanti dei cittadini, eletti per amministrare, hanno a disposizione numerosi vantaggi e possono usufruire di molte opportunità che permettano loro di formarsi un parere chiaro su ogni questione prima di prendere una decisione. Dovrebbe succedere lo stesso nel caso del rigassificatore. Il Consiglio Comunale (quello di Porto Empedocle) può convocare esperti, studiare i progetti, chiedere pareri tecnici (ad esempio alla Sovraintendenza ai Beni Culturali) in modo da arrivare ad una decisione frutto di attenta analisi. Dopo tanto lavoro credo sarebbe impossibile non saper decidere e scegliere di dare la parola alla cittadinanza che non dispone dei mezzi sufficienti a formarsi una retta opinione della questione.

Ciò significa che i cittadini non decideranno coscientemente, ma in base a quel poco che potranno sapere del progetto e quindi non sarà tutelato il bene comune, ma vinceranno solamente egoistiche questioni di interesse personale o locale.

Credo di aver dimostrato l’inutilità dello strumento referendario per decidere dell’impianto di rigassificazione. Reputo l’utilizzo di tale strumento un totale spreco di risorse ed un’offesa a quanti, come me, dedicano del loro tempo all’elezione di rappresentanti alle amministrazioni locali.

GN

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