Volutamente nel post precedente sono stato ermetico e provocatorio. Il video che proponeva un impianto a solare termodinamico al posto del rigassificatore lanciava solo slogan, senza nessuna argomentazione che ho provato a stuzzicare.
La replica al mio post, da parte dei Verdi Agrigento, non ha tardato ad arrivare – io, onestamente, avevo segnalato loro quanto scritto-.
La mia posizione, per chi non la conoscesse, è semplice: sono favorevole all’impianto di rigassificazione per motivi strategici (approvigionamento energetico, diversificazione delle fonti, accesso al mercato europeo del gas), come anche per motivi di opportunità (le opere portuali connesse all’impianto rappresentano un trampolino di lancio per l’economia locale il cui modello di sviluppo è legato al turismo). Per approfondire basta scorrere la cronologia degli articoli in questo blog. Questo chiarmento è necessario per quanti cominciano a leggerci da poco.
In generale – almeno finchè non avrò completato il libro di Franco Battaglia – non sono contrario all’energia solare. Tale fonte di energia non può comunque essere quella portante per l’economia. La Germania, sempre portata a modello per la percentuale di energia prodotta con solare ed eolico, ha numerose centrali nucleari che garantiscono una continuità nella produzione che le rinnovabili non hanno.
Vediamo ora le argomentazioni dei Verdi Agrigento. La tesi è chiara: installiamo una centrale di solare termodinamico – quello firmato Rubbia, e tanto decantato da Pecoraro Scanio – nell’area in cui è previsto l’impianto di rigassificazione di Porto Empedocle.
Alla mia domanda circa l’utilità di un impianto ad energia solare mi sono risposto che, probabilmente, potremmo aumentare la quantità di energia elettrica esportata verso altre regioni. Mi si replica
Ricordiamo agli emeriti studiosi del comitato che la Sicilia è gia piena zeppa di gas, perchè al centro di una rete di gasdotti provenienti dalla Tunisia, dall’Algeria e dalla Libia. Basterebbe solo questo per rispondere ai valenti studiosi del comitato, ma andiamo oltre.
Io vorrei ricordare ai Verdi (assurdo che sia io a farlo!) che il gas è una fonte di energia pulita! Già sono in circolazione automobili a metano, non inquinanti. Ogni metro cubo di gas che arriva in Italia contribuisce alla produzione di energia elettrica a discapito di fonti “non pulite”, in primis petrolio.
La Sicilia è così piena di gas è perchè si trova al centro del Mediterraneo, è quindi il luogo ideale per far arrivare i gasdotti. E’ anche drammaticamente la meta ideale delle barche -se così possono essere definite- cariche di clandestini. L’unico flusso sul quale potremmo guadagnare, il turismo, non lo intercettiamo. Non siamo attrezzati. Come ho avuto modo di dire molte volte, ultimamente al Presidente del Consiglio Comunale di Agrigento, se mi si garantiscono i finanziamenti per il porto – nero su bianco non promesse – potrei rivedere la mia posizione sul rigassificatore.
Anche ai Verdi chiedo: la centrale solare termodinamica garantirebbe la realizzazione di un porto degno di questo nome?
Continuiamo a leggere.
“Chi intasca i soldi?” Si chiedono. In effetti è quello che si chiedono anche i Verdi riguardo al rigassificatore. Basta vedere l’inchiesta della Gabanelli su Report RAI 3 sulla pericolosità (impianto classificato a rischio di incidente rilevante) e sugli interessi economici che girano intorno a questa storia. Perchè ENI e ditte produttrici non parlano chiaro sui loro esclusivi interessi? E’ mai possibile fare gli interessi di una comunità nascondendo la vera informazione e spacciando per benefici ciò che invece rappresenterebbe la condanna definitiva di un territorio? La assurdità del loco scelto stride, sia con il naturale sbocco turistico della zona (beni culturali UNESCO, Parco Letterario Pirandello, mare che andrebbe riqualificato), sia con la Centrale convenzionale ENEL che già insiste, con due orrende fumarole, sul meraviglioso golfo che va dalla Scala dei Turchi fino a Punta bianca.
Credo sia lapalissiano che la mia preoccupazione non è tanto se ENEL guadagni. Certamente per prevedere un investimento di 600 milioni di euro la stima di guadagno è di altrettanti soldi e molto di più! Ciò non mi preoccupa. E’ un’azienda che ha il diritto costituzionale di guadagnare, rispettando le regole.
Il vantaggio del rigassificatore è che non guadagna solo ENEL. Ad esempio il Comune di Porto Empedocle avrebbe il dragaggio costante dell’imbocco del porto, eseguito da ENEL, perchè necesario all’attracco delle metaniere. Mi sembra evidente che ci sia un vantaggio anche per la popolazione.
Passiamo al “minestrone”: guadagni, pericolosità, UNESCO, Pirandello. Chiarito il discorso dei guadagni, per la pericolosità rimando ai numerosi post già scritti e documentati, corredati anche da immagini chiare e univocamente interpretabili, scritti sul rischio, improbabile, di incidenti.
Mi si dice che la scelta del sito per il rigassificatore “stride con la naturale vocazione al turismo”. Mi si propone un impianto che ci farebbe perdere l’opportunità di avere un porto che faccia arrivare turisti!!! Turismo che attualmente non c’è! I visitatori della Valle sono in calo, quei pochi che arrivano lasciano solo un euro per fare la foto col carretto siciliano all’ingresso della Via Sacra.
La conclusione è il pezzo forte.
Per quanto riguarda il “buon senso” di cui parla il comitato, sappiano costoro che La centrale solare termodimica è un’idea valida che da le giuste risposte, sia in termini occupazionali alla comunità che svende il suo territorio per fame di lavoro, sia in termini di riqualificazione ambientale verso una zona che ha già visto negli anni passati impianti industriali al centro delle più grosse nefandezze della storia recente del nostro paese, vedi Montedison e madre di tutte le tangenti.
Bene. Sulla bilancia io metto un progetto da 600 milioni di euro. A me basterebbe l’ampliamento del porto, ma chiederemo investimenti e opere compensative adeguate, per far pendere la bilancia a mio favore.
Voi? Le idee non bastano. Fornite numeri sull’occupazione, sull’indotto, sulle opere da realizzare. A fare proclami basta poco, aspetto dati che sarò felice di pubblicare!
GN
Manifesto di sospetti
15 Gennaio 2008 at 04:01 | In Commenti, Gian Morici, Giovanni Nocera, Il Manifesto, Letture consigliate, rassegna stampa | 7 CommentsLettura consigliabile a quanti avessero voglia di cominciare ad interessarsi della vicenda o si fossero persi qualche “puntata”.
L’articolo ripercorre infatti la storia del rigassificatore fin dalla presentazione del progetto da parte di Nuove Energie, poi passata sotto il controllo ENEL.
Niente da eccepire se non fosse che tutta la storia, più che ad un giornale, si addice allo stile delle avventure del Commissario Montalbano, nel cui ricordo, appropriatamente, si apre l’articolo. Auguro a Massimo Giannetti la stessa fama di Camilleri.
Sono purtroppo costretto a tediarvi con l’analisi puntuale dell’articolo perchè, pur non riportando notizie totalmente false, le insinuazioni sono pesanti. Un po’ come il serpente fece con Eva: “E’ vero che Dio ha detto che non dovete mangiare di nessun albero del giardino?”. No! risponde prontamente Eva, ma in cuor suo immagiana che è limitata, che Dio la vuole fregare, che, in fin dei conti, non poter mangiare di un albero è come non poter mangiare di nessun albero.
Giannetti insinua, ma non dichiara mai apertamente, che tutti i rappresentanti delle Istituzioni (e mi fregio di usare il maisculo al contrario di Giannetti), siano nell’impossibilità di esprimere un giudizio obiettivo sul progetto rigassificatore e ricorrono quindi a strani magheggi.
Viene portato ad esempio il caso della Soprintendente di Agrigento che nel parere dichiara esplicitamente di poter pronunciarsi solo sull’impatto estetico. Non relativamente all’area circostante – guardando la quale non ci sarebbe stato bisogno di scomodare la Soprintendenza – ma relativamente alle competenze della Soprintendenza stessa. Non facendo riferimento, cioè, ad altri ambiti cui non si ha competenza: sanitario, prevenzione del rischio, interessi poco chiari. Tutti ambiti che devono essere esaminati dalle rispettive Istituzioni.
L’insinuazione è però che la Soprintendente abbia chiuso “non uno ma tutti e due gli occhi” dovendo dar piacere a Cuffaro per gli stretti rapporti di amicizia. “Legittimi per carità” si appresta a chiarire Giannetti, ma il sospetto è avviato.
Stesso schema per Giovanni Puglisi per il quale si elencano titoli e cariche, non ultima la Presidenza della Commissione Nazionale Italiana dell’UNESCO, e poi si sospetta che “sia stato proprio Cuffaro a traghettarlo sulla sponda opposta” cosa però che “non costituisce ovviamente reato”. La notizia allora qual è? La “conversione a 360 gradi”? Strana rotazione che significa tornare a guardare nella stessa direzione! Lapsus che forse svela l’impostazione metodologica di Giannetti. Raccontare tutte le circostanze, facendo una panoramica a 360 gradi, ma puntare all’obiettivo iniziale, che scopriremo alla fine dell’articolo.
Non scampa il sindaco di Porto Empedocle Firetto, colpevole di essere dipendente ENEL, di essere in sintonia con i vertici del suo partito – cosa che non riesce bene ai vertici di Rifondazione Comunista -, ma soprattutto di volere per il Comune di Porto Empedocle “soldi e infrastrutture” che arriveranno come opere compensative. E’ proprio uno stupido questo sindaco!
La bugia vera e propria è che Firetto “non fa una piega”. La realtà è che stia operando perchè il massimo investimento possibile resti nel territorio. Cosa riconosciuta anche dal Comitato No Rigassificatore.
Dubbi e insunuazioni, che si spiegano con gli stessi fatti dell’articolo, si sprecano. Un esempio?
La risposta alla domanda in neretto si trova nella parte in corsivo. Non è stato necessario aggiungere una virgola!
Non mancano poi le posizioni dogamtiche con cui si bocciano possibilità reali per lo sviluppo portuale. Altro esempio:
Ed ecco la solida argomentazione che confuta la tesi precedente
Il resto dell’articolo leggetelo con quest’occhio. Se qualcuno si cimenterà nel compilare una rassegna di altre posizioni simili nello stesso articolo sarò felice di pubblicarlo.
Prima di finire svelo, a chi ancora non l’avesse chiaro, l’obbiettivo di tanto zelo del Manifesto, con una precisazione.
Il caro Sig. Morici, autore una durissima lettera di accusa verso la stampa locale non condivisa neanche da chi normalmente gli da voce, dovrebbe provare a lavorare per la chiarezza, cosa che già fa, ma senza acconsentire a strumentalizzazioni delle vicende locali che hanno il chiaro fine di colpire i vertici politici siciliani, dello schieramento opposto all’area del Manifesto – non una parola è stata spesa per lo strano comportamento di Marco Zambuto, pur vittima delle contestazioni di Morici -, ed in particolare Totò Cuffaro, lei cui vicende giuduziare sono state volutamente richiamate alla fine dell’articolo, cui prodest?
GN
Qui il testo completo dell’articolo