Cos’è un rigassificatore?
31 Agosto 2007 at 04:08 | In scheda tecnica | Leave a CommentUn rigassificatore è un impianto che permette di riportare lo stato fisico di un fluido dallo stato liquido a quello gassoso.
Solitamente il gas viene liquefatto (da cui la definizione di gas naturale liquefatto) mediante un forte abbassamento della temperatura, per poter essere trasportato in apposite navi dette metaniere e ritrasformato nello stato aeriforme per poter essere immesso nelle condotte della rete di distribuzione. Questa soluzione viene adottata quando il luogo di produzione del gas naturale è lontano dal luogo di utilizzo, e non è conveniente realizzare un collegamento mediante gasdotto. Il trasporto in forma liquida è conveniente rispetto al trasporto in forma gassosa grazie alla densità molto superiore, che richiede volumi di trasporto molto inferiori. Raggiunto il Rigassificatore il metano viene immagazzinato in un contenitore criogenico, e riportato in forma gassosa e immesso nella rete quando ve n’è il bisogno.
Esistono varie tipologie di rigassificatori che sfruttando diverse soluzioni tecniche permettono di adattarli secondo le varie esigenze dei siti in cui vengono costruiti.
- Onshore (soluzione scelta per PORTO EMPEDOCLE) – É la tecnologia più diffusa e collaudata perché la prima ad essere sviluppata. Consiste nel realizzare in prossimità del mare (in genere all’interno o in prossimità di una grossa area portuale) dei silos destinati ad accogliere il gas riportato allo stato aeriforme. Tali silos, costruiti per lo più con una struttura metallica a forma cilindrica, sono poi collegati attraverso opportune condotte ad un pontile di attracco a cui ormeggia la nave metaniera che trasporta il gas in forma liquida. Prima di essere immesso nei silos il gas viene riscaldato (o meglio acquista calore in genere dall’acqua marina) e ritorna allo stato aeriforme.
- Offshore – Questa tecnologia è la più innovativa e non ha ancora visto una realizzazione operativa, infatti il primo terminale al mondo di questo tipo è quello progettato dalla società Adriatic LNG [1]a largo di Rovigo, presso Portoviro. Il rigassificatore è realizzato mediante una struttura di cemento armato in cui sono alloggiati i due serbatoi in acciaio. La struttura viene trasportata dal cantiere dove è costruita (semplicemente trainata sfruttando la spinta di archimede dato che è in grado di galleggiare) sul luogo dove deve essere posizionata e affondata cioè fatta adagiare sul fondo utilizzando una opportuna zavorra. La struttura costituisce così una vera e propria isoletta artificiale a cui le navi metaniere possono attraccare e scaricare il loro gas. Ovviamente l’impianto che riporta il gas allo stato aeriforme è alloggiato sulla stessa struttura. Un gasdotto sottomarino permette di collegare il rigassificatore alla costa e di far arrivare il gas alla rete sulla terraferma.
- Offshore FSRU (Floating Storage Regassification Unit) – A differenza della precedente questa tecnologia non prevede la realizzazione di una struttura portante di cemento armato in cui alloggiare i serbatoi per contenere il gas ma utilizza una nave metaniera opportunamente adattata che viene ancorata permanentemente in un punto della costa e che funziona da serbatoio galleggiante a cui attraccano le metaniere per scaricare il gas liquefatto che poi viene riportato allo stato aeriforme nella stessa nave. Un gasdotto collega la nave alla terraferma consentendo di immettere il gas nella rete gas.
Le tecnologie sono diverse ed hanno sicuramente per questo pregi e difetti che le distinguono. La prima è sicuramente la più economica ma ovviamente richiede l’impegno di una certa superficie di un’area portuale o comunque di terraferma. Di solito questo tipo di impianti sono stati realizzati in grosse aree portuali (il caso del Giappone o della Spagna) oppure in complessi petroliferi o chimici costieri (il caso della Francia) non mancano però tuttavia il caso di impianti costruiti su zone della coste in cui si è dovuto costruire il pontile di attracco partendo dal nulla (di nuovo la Spagna). Le due tecnologie offshore offrono sicuramente più versatilità perché vengono realizzate in mare aperto e quindi risultano adeguate a situazioni in cui le coste sono densamente abitate e non esistono grossi porti. Per contro sono assai più costose e richiedono tempi di progettazione e di realizzazione maggiori.
Rigassificatori nel mondo
| Nazione | Località | Compagnia | Capacità di stoccaggio |
| [m3] | |||
| Europa | |||
| Belgio | Zeebrugge | Fluxis | 261.000 |
| Francia | Fos sur mer | Gaz de France | 150.000 |
| Francia | Montoir de Bretagne | Gaz de France | 360.000 |
| Grecia | Revithoussa | DEPA | 130.000 |
| Italia | Panigaglia | GNL Italia – ENI | 100.000 |
| Portogallo | Sines | Transgas | 240.000 |
| Spagna | Barcellona | Enagas | 240.000 |
| Spagna | Huelva | Enagas | 160.000 |
| Spagna | Cartagena | Enagas | 160.000 |
| Spagna | Bilbao | Repsol, BPAmoco, EVE, Iberdrola | 300.000 |
| Turchia | Marmara Ereglisi | Botas | 255.000 |
| Turchia | Aliaga | Egegaz | 280.000 |
| Regno Unito | Isola di Grain | Grain LNG Limited | 200.000 |
| Regno Unito | Milford Haven | Dragon LNG | * |
| Asia | |||
| India | Dahej | Petronet LNG Ltd | 320.000 |
| Giappone | Shin Minato | Sendai Gas | 80.000 |
| Giappone | Higashi Niigata | Tohoku Electric | 720.000 |
| Giappone | Futtsu | Tokyo Electric | 860.000 |
| Giappone | Sodegaura | Tokyo Electric, Tokyo Gas | 2.660.000 |
| Giappone | Higashi Ohgishima | Tokyo Electric | 540.000 |
| Giappone | Negishi | Tokyo Electric, Tokyo Gas | 1.250.000 |
| Giappone | Sodeshi | Shimizu LNG, Shizuoka Gas | 177.200 |
| Giappone | Chita Kyodo | Chubu Electric, Toho Gas | 300.000 |
| Giappone | Chita LNG | Chita LNG, Chubu Electric, Toho Gas | 640.000 |
| Giappone | Yokkaichi LNG Center | Toho Gas | 320.000 |
| Giappone | Yokkaichi Works | Chubu Electric | 160.000 |
| Giappone | Kawagoe | Chubu Electric | 480.000 |
| Giappone | Senboku | Osaka Gas | 180.000 |
| Giappone | Senboku II | Osaka Gas | 1.510.000 |
| Giappone | Himeji | Osaka Gas | 520.000 |
| Giappone | Himeji Joint | Osaka Gas, Kansai Electric | 1.440.000 |
| Giappone | Hatsukaichi | Hiroshima Gas | 170.000 |
| Giappone | Yanai | Chuboku Electric | 480.000 |
| Giappone | Ohita | Ohita LNG, Kyushu Electric Kyushu Oil, Ohita Gas | 460.000 |
| Giappone | Tobata | Kita Kyushu LNG, Kyushu Electric, Nippon Steel | 480.000 |
| Giappone | Fukuoka | Saibu Gas | 70.000 |
| Giappone | Kagoshima | Kagoshima Gas | 36.000 |
| Giappone | Chida Midorihama | Toho Gas | 200.000 |
| Corea del Sud | Pyeong Tael | Kogas | 1.000.000 |
| Corea del Sud | Incheon | Kogas | 1.280.000 |
| Corea del Sud | Tongyeong | Kogas | 980.000 |
| Corea del Sud | Gwangyang | POSCO | 200.000 |
| Taiwan | Yung-An | CPC | 430.000 |
| Nord America | |||
| Stati Uniti | Everett | Distrigas, Tractebel | 160.000 |
| Stati Uniti | Cove Point | Dominion | 370.000 |
| Stati Uniti | Elba island | Southern LNG | 190.000 |
| Stati Uniti | Lake Charles | CMB Energy | 285.000 |
| Stati Uniti | Gulf Gateway Energy Bridge | Excelerate | * |
| America centrale | |||
| Repubblica Dominicana | AEB Los Mina | AEB Corporation | 160.000 |
| Porto Rico | EcoElectricta | Edison Mission, Energy, Gas Natural | 160.000 |
| * Rigassificatori attualmente in costruzione | |||
La tabella illustra chiaramente come il paese con il maggior numero di rigassificatori sia il Giappone ma questo non è certamente un caso. Infatti questo paese non avendo fonti energetiche primarie (i.e. petrolio, gas naturale, carbone) è costretto ad importare dall’estero tali combustibili e visto che le particolari condizioni geologiche della regione non permettono la costruzione di gasdotti ecco che da tempo il paese asiatico ha puntato sull’utilizzo del GNL come mezzo di approvvigionamento di gas naturale. Il Giappone ha scommesso sulla tecnologia del GNL anni prima di molti altri paesi proprio in virtù della sua forte dipendenza energetica. Diversamente la gran parte degli altri paesi che hanno rigassificatori hanno iniziato a costruirli in tempi più recenti, quando cioè a causa dei crescenti costi del petrolio e dello sviluppo della tecnologia GNL questa tecnica è diventata conveniente nei confronti del trasporto attraverso gasdotto.
Rigassificatori in Italia
L’Italia attualmente ha un rigassificatore in funzione (Rigassificatore di Panigaglia) e tre progetti approvati a livello di autorizzazioni ministeriali:
- Rovigo – Adriatic LNG [2](8 Gmc/anno), azionisti: 45% ExxonMobil, 45% Qatar Petroleum, 10% Edison. Offshore
- Brindisi – Brindisi LNG (8 Gmc/anno), azionisti: BG Group
- Livorno – OLT Offshore LNG Toscana (4 Gmc/anno), azionisti: 25,5% Endesa, 25,5% IRIDE, 29% OLT Energy Toscana gruppo Belleli, 20% Golar Offshore Toscana Ltd
E otto che devono ancora ottenere le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale:
- Rosignano (LI) (8 Gmc/anno), azionisti: 70% Edison, 30% British Petroleum
- Grado (GO) (8 Gmc/anno), azionista: Endesa
- Trieste (località Zaule) (8 Gmc/anno), azionista: Gas Natural
- Taranto (8 Gmc/anno), azionista: Gas Natural
- Gioia Tauro (RC) (12 Gmc/anno), azionista: LNG Med Gas Terminal (49% CrossNet gruppo Belleli, 25,5% Sorgenia, 25,5% IRIDE)
- Porto Empedocle (AG) (8 Gmc/anno), azionista: Nuove Energie (90% Enel)
- Priolo Gargallo (SR) (8 Gmc/anno), azionisti: 50% Erg, 50% Shell
- Ravenna (8 Gmc/anno), azionista: ENI. Offshore FSRU (piattaforme petrolifere da riadattare, al largo delle coste)
Tra parentesi: la capacità di rigassificazione (miliardi di mc all’anno).
Voce tratta da Wikipedia
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