Referendum

13 Giugno 2008 at 07:06 | In referendum | No Comments

Oggi Andrea Bonanni ha proposto una riflessione sull’uso dello strumento referendario, partendo dalla bocciatura, da parte dell’Irlanda, del Trattato di Lisbona.

A quanto pare non sono l’unico che ha delle remore sull’uso disinvolto dello strumento referendario.

Io però in questa sede di discussione e di confronto più libera vorrei porre il problema del referendum. Ma siamo davvero sicuri che questa massima espressione della democrazia diretta sia il modo migliore per gestire scelte difficili in società complesse come sono quelle attuali? L’Europa ha già collezionato una lunga serie di <no> (Irlanda due volte, Danimarca, Svezia, Francia, Olanda) su temi diversi e con motivazioni diversissime, spesso contrapposte. E anche in Italia, a partire dal referendum sul nucleare per arrivare a quello sulla fecondazione assistita, il risultato delle consultazioni popolari su scelte particolarmente complesse non si è sempre dimostrato di grande lungimiranza. Uno dice: questa è la democrazia, adeguiamoci. Va bene. Ma che democrazia è quella in cui la gente si pronuncia su temi che non conosce facendo scelte di cui non può prevedere gli effetti? Anche su questo, forse, occorrerebbe riflettere.

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Dibattito sul rigassificatore

9 Giugno 2008 at 09:06 | In Commenti, Fatti & Notizie | No Comments
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Oggi ho partecipato ad un dibattito sulla vicenda del rigassificatore di Porto Empedocle. Sono stato invitato, dal candidato alla presidenza della Provincia Regionale di Agrigento Peppe Arnone, in qualità di promotore di questo comitato, ma anche come candidato UDC per il Consiglio Provinciale. Insieme a me, ma in posizioni nettamente contrastanti, il candidato Giuseppe Iacono per l’Italia dei valori.

Qui il testo del mio intervento, sono cose già scritte abbondantemente su questo blog.

A Claudia Casa, che segue questo blog, chiedo di commentare i post dei quali ha parlato oggi in conferenza stampa. Sarà un modo di approfondire la discussione.

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Indovina chi

9 Maggio 2008 at 02:05 | In rassegna stampa, spunti di riflessione | No Comments

Oggi vi propongo un gioco divertente. Vi proporrò delle dichiarazioni di politici italiani, voi dovrete cambiare i luoghi di riferimento e indovinare quale personalità locale ha rilasciato la medesima dichiarazione.

Ecco il primo articolo.

RAVENNA - “L’Italia ha bisogno di rigassificatori, ma non Ravenna”. Lo ha detto il sindaco del capoluogo bizantino, Fabrizio Matteucci, intervenendo al convegno organizzato dalla Confindustria su “Efficienza energetica: benefici per le imprese, un impegno per l’ambiente”. Per Matteucci il territorio ravennate “ha già dato” dal punto di vista energetico, vista la presenza consolidata di grandi impianti che producono 10 volte l’energia che viene consumata dal territorio.

Ravenna è al secondo posto in Emilia-Romagna, dopo Piacenza, per produzione d’energia, ma consuma solo il 10% di quanto produce. Dunque un territorio già “saturo” in termini di impianti. Matteucci non chiude definitivamente la porta all’ipotesi di un impianto a Ravenna, ma pone delle condizioni.

“La prima è che si possa consolidare e arricchire la possibilità per Ravenna, di essere il luogo per le energie del futuro”, una vocazione che le è stata riconosciuta anche dalla Regione.

Ora sostituite i riferimenti all’Emilia Romagna con la Sicilia, Ravenna con Agrigento, e indovinate quale personalità locale ha dato le medesime argomentazioni di contrarietà al rigassificatore.

Al contrario di quanto vogliano farci credere i contrari al rigassificatore nella nostra Provincia, non soltanto i politici siciliani sono favorevoli ai rigassificatori e li sostengono.

RAVENNA - “Le parole del Sindaco Matteucci sono un azzardo dannoso per il territorio ravennate, prima di dire no ad un’opera strategica per il piano energetico nazionale è bene che la giunta locale ripensi bene all’enorme indotto e sviluppo che questo progetto porterebbe in dote al polo energetico locale che si sta sviluppando anche su fonti rinnovabili” questo il commento dell’On. Gianluca Pini alle dichiarazioni del sindaco di Ravenna che si dice contrario al rigassificatore

“La sua è una posizione che fra l’altro mi pare in antitesi con quella di suoi molti colleghi di partito e gran parte del mondo imprenditoriale e se a ciò si aggiunge - sottolinea Pini - che questo progetto potrebbe determinare un pesante risparmio per le bollette energetiche dei ravennati proprio non capisco questo muro contro il rigassificatore. Per risolvere i problemi - conclude il parlamentare leghista - queste posizioni ideologiche proprio non servono“.

Non mi pare che la Lega possa essere considerata distante dalle idee della popolazione, ma questo è un altro discorso. Mi premeva comunque sottolineare che in Continente c’è qualcuno che la pensa come noi.

GN

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Visita al rigassificatore di Panigaglia

8 Maggio 2008 at 02:05 | In rassegna stampa, spunti di riflessione | Comments Off
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“… l’impianto di rigassificazione sia stato collocato praticamente in un Parco Marino Protetto e in un’area, quella delle località di Porto Venere, tra le più frequentate in assoluto dal turismo internazionale e sito considerato dall’UNESCo, “patrimonio dell’umanità”, proprio come la Valle dei Templi di Agrigento.”

Il resto dell’articolo:

Articolo tratto da Agrigento: nuove ipotesi - Rivista bimestrale della Provincia Regionale. n. 5 Sett.-Ott. 2007

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Problemi etico-politici

1 Maggio 2008 at 02:05 | In Impianti eolici, dibattiti | Comments Off

Accolgo volentieri l’invito di un anonimo commentatore (del quale gradirei conoscere l’identità), nel blog della Busetta, di aprire un dibattito sulle problematiche etiche degli impianti eolici e della gestione politica. Non mi tiro indietro perchè è un’ottima occasione per discutere di cose serie, anche se non riguardano propriamente il rigassificatore.

Capisco ora perchè “sfruculiato” non sei intervenuto con la stessa veemenza con la quale ti batti per il rigassificatore ad Agrigento contro il Signore dell’Eolico Agrigentino amico degli amici ed in particolare dello zio Totò la cui gestione di impresa è quantomeno discutibile dal punto di vista etico (e se vuoi approfondiamo questo concetto ma penso non ti convenga…)…ed infine permettimi di correggerti caro collega si vendono i MWh non i MW!

Ricordo che il mio interesse per il rigassificatore è nato dalla volontà di non perdere l’occasione di un investimento di 600 mln di euro nella nostra provincia. Non ci guadagno nulla direttamente, potrei guadagnare indirettamente se in provincia cominciasse un processo di sviluppo (per il quale vorrei lavorare). Così come non guadagno un solo € dall’energia elettrica prodotta con gli impianti eolici installati in provincia. Un lettore minuzioso si accorgerà che più volte ho scritto dell’impatto ambientale non indifferente di tali impianti. Se non ho mai preso posizioni apertamente e attivamente “contro” è perchè tale fronte è piuttosto affollato (forse un po’ meno dopo le ultime elezioni).

Non condivido, e non mi spavento di dirlo apertamente, lo stanziamento di imponenti risorse per rendere “economicamente appetibile” il mercato delle rinnovabili in Italia agli investimenti dei privati. Se fosse un mercato conveniente non servirebbero incentivi, se non è conveniente perchè va pagato con i soldi di tutti?

Comunque un discorso più ampio sull’energia elettrica, sui suoi costi di produzione, sul nucleare, sull’illusione dell’energia dal sole, su una seria politica energetica in Italia andrebbe avviato, sia a livello nazionale che regionale.

A voi la parola.

GN

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Nuovi duelli

29 Aprile 2008 at 12:04 | In Caterina Busetta | Comments Off

Vi segnalo questa interessante discussione sul blog di Caterina Busetta.

Non cerco sostenitori, mi difendo bene da solo, amo diffondere opinioni e notizie, sicuro che un ragionamento articolato può sconfiggere posizioni ideologiche.

Buona lettura!

GN

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Scenari terrificanti

25 Aprile 2008 at 03:04 | In spunti di riflessione | Comments Off

Stephen Scheider, docente al Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Stanford, è il primo scienziato che si è occupato del cambiamento climatico rivolgendosi all’opinione pubblica. Nel suo libro The Genesis Strategy: Climate and Global Survival (La strategia della genesi: clima e sopravvivenza globale) traccia le linee per inserire il tema del cambiamento climatico nell’agenda mediatica e nella coscienza pubblica

Per un verso, siamo legati eticamente al metodo scientifico, che significa dire la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità, che significa includere tutti i dubbi, i “caveat“, i “se” e i “ma”. Per l’altro verso non siamo solo scienziati, ma anche esseri umani. E come tutti vorremmo che il mondo fosse un luogo migliore, che in questo contesto si traduce nel lavorare per ridurre il rischio di cambiamenti climatici potenzialmente disastrosi. Per farlo dobbiamo coagulare un ampio supporto, per catturare l’immaginazione del pubblico. Questo, naturalmente, richiede di ottenere una grande attenzione da parte dei media. Quindi dobbiamo offrire scenari terrificanti, fare affermazioni semplicistiche e drammatiche, e accantonare qualunque dubbio possiamo nutrire dentro di noi. Questo “doppio vincolo etico” che così spesso ci troviamo ad affrontare non può essere risolto con una formula. Ciascuno di noi deve decidere il giusto mezzo tra efficacia e onestà.

La medesima strategia è utilizzata dai contrari al rigassificatore: ricordate “l’esplosione come 50 bombe nucleari”?

Percorsi già visti e già battuti per affermare posizioni precostituite, spesso in contraddizione con dati oggettivi e reali.

GN

[Virgolettato tratto dal libro di Cascioli-Gaspari “Che tempo farà”, PIEMME, pag. 104.]

Flop Busetta, colpa dei caproni

17 Aprile 2008 at 03:04 | In Uncategorized | Comments Off
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La candidata all’ARS Caterina Busetta non è stata eletta. Per la verità il suo è stato un vero e proprio flop.

Per una campagna improntanta sul “chiaro NO al rigassificatore” (in realtà con un grossolano errore grafico nello spot nel quale il divieto è sul NO e non sull’immagine del rigassificatore), ma soprattutto di fronte alle sollevazioni popolari paventate dai comitati, la Busetta avrebbe dovuto ottenere un plebiscito.

In realtà nei comuni più vicini al sito la sua esperienza è stata disastrosa:

  • Agrigento 81 voti;
  • Porto Empedocle 2 (due) voti;
  • Realmonte 0 (zero) voti.

Normalmente da una batosta si impara. Si potrebbe imparare ad ascoltare, si potrebbe imparare a comprendere le ragioni delle popolazioni. Invece la Busetta spara a zero. Se la prende con gli agrigentini, se la prende con

questa città piccolo borghese, rassegnata e direi quasi anestetizzata, incapace di ribellarsi anche nei momenti più difficili in cui uno scatto di orgoglio sarebbe indispensabile (la mancanza d’acqua docet).
Se la provincia di Agrigento è rimasta l’ultima tra le province italiane, ciò non è casuale ma implica una corresponsabilità che coinvolge i cittadini oltre che la classe politica.

La politica, infatti, non è la sola responsabile del disastro agrigentino. Assiem

e alla politica latitante c’è la responsabilità di una borghesia piccola piccola che non ha saputo assumere il ruolo di classe dirigente e ha continuato a premiare politici incapaci e assenti e, con il suo silenzio e la sua rassegnazione, si è resa corresponsabile del mancato sviluppo, nonostante le grosse potenzialità culturali e paesaggistiche dell’intera provincia.

La colpa non è quindi della classe dirigente, in atto o potenziale, incapace di interpretare i bisogni della popolazione che spingono - per alcuni paradossalmente - a volere un rigassificatore. Secondo la Busetta la colpa è della borghesia piccola piccola, che non sa capire i politici (borghesia che stranamente viene elogiata dalla stessa parte quando vota il sindaco “in modo trasversale”).

Lapidario il commento de La Sicilia ad una lettera della Busetta:

A volte basta davvero poco per comprendere il perchè di una disfatta elettorale.

Altra perdente eccellente è la Interlanti, MPA, anche lei contraria (pur con qualche contraddizione) all’ipotesi rigassificatore.

C’è da ricordare però che Michele Cimino, sostenitore del fronte per il NOrigassificatore, nella sola Porto Empedocle ha ottenuto 1888 preferenze, 3702 ad Agrigento e 224 a Realmonte. Difficile comprendere quanto la vicenda rigassificatore abbia influenzato il voto rispetto al successo generale del PDL, come anche rispetto al fatto che Cimino non sia alla prima esperienza all’ARS.

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Enel: ok Via Ambiente al rigassificatore di Porto Empedocle

11 Aprile 2008 at 07:04 | In Comunicati Stampa, Fatti & Notizie, valutazione impatto ambientale | 1 Comment

Dal sito de Il Sole 24 ORE:

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 11 apr - Parere positivo definitivo della commissione plenaria Via (Valutazione impatto ambientale) del ministero dell’Ambiente al progetto del rigassificatore Enel a Porto Empedocle. Lo apprende Radiocor mentre e’ ancora in corso la riunione che sta valutando l’impianto di Gioia Tauro. Il si’ atteso da tempo e piu’ volte rinviato riguarda un impianto che potra’ rigassificare 8 miliardi di metri cubi di gas; l’investimento previsto dell’Enel e’ di 600 milioni. Ale-Y-

Inoltre:

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 11 apr - Per quanto riguarda il rigassificatore di Porto Empedocle, dal ministero dell’Ambiente fanno sapere che l’iter non e’ comunque concluso: la decisione di oggi e’ stata presa ‘con prescrizioni’ , la commissione Via ha dato un ok condizionato indicando quali sono le condizioni ambientali che dovranno essere modificate. Parallelamente serve il pronunciamento sulla sicurezza dell’impianto che e’ a cura del ministero degli Interni e il via libera del ministero delle Infrastrutture sulle opere portuali. A questo punto, la procedura prevede che la decisione della Commissione passi alla Direzione del Ministero che preparera’ un decreto che dovra’ poi essere firmato dal ministro. L’ultimo passaggio sara’, poi, l’approdo alla Conferenza Servizi che dovra’ esaminare il tutto. Per quanto riguarda il progetto di Gioia Tauro, riferiscono dal ministero dell’Ambiente oggi si e’ rinviato per motivi procedurali e sara’ riesaminato a breve, tra 10-15 giorni. Infine, oggi, in sede di commissione Via si e’ invece chiuso definitivamente in modo positivo l’esame per il rigassificatore off shore di Porto Viro della Adriatic lng. La commissione ha escluso la necessita’ di Via per alcune opere connesse. Ale [Fonte]

Dall’ANSA

(ANSA) - ROMA, 11 APR - Oggi per il rigassificatore di Porto Empedocle e’ stato dato il parere con prescrizioni ambientali. L’iter continuera’ poi con l’assunzione dei pronunciamenti sulla sicurezza - si e’ appreso successivamente - e sulle opere portuali. Il progetto andra’ poi all’analisi della Conferenza dei servizi. L’impianto Porto Empedocle sara’ in grado di rigassificare 8 miliardi di metri cubi di gas, che arrivera’ dalla Nigeria, ma anche dall’Egitto, in virtu’ dell’accordo che Enel ha siglato due giorni fa con Egas. La realizzazione dell’opera e’ in capo ad un consorzio, denominato Nuove Energia, in cui Enel detiene il 90% e opera in partner con Stabiumi, attivo nel settore siderurgico, che ha in mano il restante 10%. L’investimento che Enel intende impegnare e’ di 600 milioni di euro. I tempi di realizzazione previsti, da quando inizieranno i lavori, sono di circa 3 anni e mezzo. Il cantiere occupera’ circa 500 persone, mentre 200 saranno successivamente gli addetti stabili, diretti e indiretti. Tornando ai lavori odierni della commissione Via, si e’ invece deciso un rinvio alla prossima commissione, per motivi procedurali, sul rigassificatore di Gioia Tauro, in Calabria. Della realizzazione dell’opera si occupano Iride e Sorgenia (piu’ precisamente Iride e Sorgenia controllano pariteticamente la societa’ Fin Gas, che a sua volta controlla Lng Med Gas, a cui fara’ capo la proprieta’ del terminale). E’ stato poi definitivamente concluso l’iter per il rigassificatore offshore di Porto Viro, a Rovigo, che era stato gia’ autorizzato in precedenza. Oggi alla Commissione Via e’ stata infatti decisa l’esclusione della valutazione di impatto ambientale di opere connesse alla struttura. L’impianto e’ stato commissionato dalla societa’ Terminale Gnl Adriatico, una joint venture tra Qatar Petroleum, Exxon Mobil - che ne detengono il 45% ciascuna - ed Edison, che ha il restante 10%. (ANSA). GU-BOS

Manca davvero poco

9 Aprile 2008 at 11:04 | In documenti | Comments Off

Leggo sul Messaggero di Roma che venerdì dovrebbe essere concesso il VIA per le opere marittime connesse all’impianto di rigassificazione di Porto Empedocle.

Per amor di chiarezza mi preme evidenziare che la Valutazione di Impatto Ambientale riguarda solo le opere marittime connesse (molo di levante, banchina di ormeggio) all’impianto. Il resto dell’impianto a terra è già stato approvato.

Qui l’articolo.

GN

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Elezioni regionali

28 Marzo 2008 at 11:03 | In Caterina Busetta, Domande scottanti, Elezioni Regionali 2008 | Comments Off
Caterina Busetta si candida all’ARS nelle liste del PD.

E’ una delle personalità più convintamente contrarie al rigassificatore.

Dopo aver visto il suo spot elettorale, l’unica idea che mi è venuta per evitare “il viaggio di sola andata dei nostri giovani” è non costruire autostrade ed aeroporto… mi sbaglierò?!?

Archeoloiga, Paesaggio della Valle e Natura li abbiamo da oltre 2000 anni ed i giovani continuano partire, io sono tra questi.

Un plauso alla coerenza per la contrarietà al rigassificatore anche nello spot elettorale, mi aspetterei soluzioni serie e non la solita retorica ambientalista del “non si tocca nulla”.

GN

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Aggiornamenti

27 Marzo 2008 at 09:03 | In Ambiente, Commenti | Comments Off

Sfortunatamente per qualcuno siamo ancora qui.

Anche se l’attività quotidiana ci tiene parecchio impegnati non abbiamo abbandonato il nostro obbiettivo.

Naturalmente l’assenza di governo regionale e amministrazione provinciale in carica non permettono di poter continuare il confronto con gli esponenti della vita politica, impegnatissimi in campagna elettorale.

Vi segnalo però la lettera, pubblicata su Repubblica, della Presidente del Fondo Ambiente Italiano. Nella lettera vengono evidenziati alcuni problemi concretissimi da risolvere per rilanciare il turismo ad Agrigento.

Come spunto di riflessione vorrei far notare che l’assenza attuale di una politica di rilancio, gestione e conservazione del turista, è disastrosa nonostante il rigassificatore sia solo nel mondo delle idee.

Più coraggio per salvare Agrigento dal degrado
Giulia Maria Mozzoni Crespi
20 marzo 2008, LA REPUBBLICA - Palermo


Gentilissimi signor sindaco e componenti della giunta comunale di Agrigento, mi dicono che siete giovani, allora noi vorremmo credere in voi, perché siete il futuro. Ma dovete dimostrarcelo.

Sono tornata recentemente nella vostra splendida città che tanto amo, e di nuovo e con maggior vigore ho compreso come Agrigento, con i suoi palazzi, ma soprattutto con il suo parco archeologico, sia unica al mondo. Sì, un parco unico al mondo per la sua ampiezza, la varietà delle sue rovine, i templi numerosi (figurarsi che in tutta la Grecia esistono soltanto tre templi in piedi!) e per gli ulivi antichissimi, i mandorli profumati e per l´ineguagliabile vista sul mare…
Ma, ahimè, questo gioiello, di cui non esiste eguale, è svilito e compromesso da quella strada che taglia in due il parco archeologico. Rumori continui, torpedoni, macchine che sfrecciano veloci in continuazione, puzza degli scarichi e pericolo di vita per chi osa attraversare la strada!

Da anni viene chiesto che diventi zona a traffico limitato ed il Consiglio del Parco lo ha messo in programma, ma poi?… Tutto è come prima! Nessuno osa decidere. Un immobilismo completo! E anno dopo anno tutto è come prima anzi, peggio di prima…

Tragicamente peggio di prima! Qui ci vuole coraggio, decisione, determinazione, anche a costo di scontentare quelli che guardano soltanto alla propria comodità, senza pensare allo sviluppo futuro.

Voi siete giovani e certamente ne sarete capaci, anche per affrontare le ovvie lagnanze e pressioni da quelli che cercano soltanto di mantenere lo stato attuale delle cose. Però lo stato attuale sta peggiorando. I taxi sono scesi da 23 a 15.

Tutti gli abitanti lamentano un turismo sempre più mordi e fuggi. E persino l´Ostello della Gioventù nel parco stesso da anni è chiuso. Ma quale turista ha voglia di rimanere nell´ampio parco archeologico così inospitale?

Se invece la strada incriminata venisse chiusa e diventasse a traffico limitato - servita da due bus di servizio per il tour che preleva i visitatori ai parcheggi esterni, come a Segesta - con biciclette a nolo per i giovani, qualche carrozza per trasportare i turisti più contemplativi e se poi a metà strada, dove ora posteggiano le auto, vi fosse un ristoro per servire specialità locali di gastronomia onde favorire una sosta piacevole, non si potrebbe dare adito a una controtendenza per un nuovo sviluppo?

Gentilissimi, sta a voi avere queste iniziative, nell´ottica che il più grande gioiello archeologico dell´umanità ha attualmente un risibile numero di visitatori… forse 600 mila, mi dicono e dall´anno scorso pare in diminuzione… mentre Pompei ha circa 2 milioni e mezzo di visitatori e ad Atene il Partenone ne ha diversi milioni. Il mio cuore batte per Agrigento. Per questo vi prego di perdonare il mio intervento.

Il commento dei contrari al rigassificatore lo trovate qui.

Puglisi: non sollevare problemi che non esistono

10 Marzo 2008 at 11:03 | In Giovanni Puglisi, rassegna stampa | No Comments

Turismo: Il «bollino» Unesco non basta per i tesori italiani

di Antonello Cherchi per Il Sole 24ore [grassetto mio, GN]

Il record italiano di 41 realtà culturali e paesaggistiche “certificate” dall’Unesco è in discussione. A luglio l’organizzazione delle Nazioni Unite deciderà se espellere le isole Eolie, a causa di un’invasiva cava di pietra pomice a Lipari (ora chiusa), dalla lista dei patrimoni dell’umanità. Se accadrà, si tratterà comunque di una mezza bocciatura: le Eolie transiteranno, infatti, in un elenco di bellezze in pericolo, per le quali il bollino Unesco è a rischio.
Per un caso finito “sotto processo”, ci sono quelli di altri tesori dell’umanità che,pur avendo perso buona parte dello splendore che li aveva portati a conquistare il riconoscimento Unesco, continuano a far parte dell’elenco. Napoli, per esempio. Il suo centro è nella lista del patrimonio mondiale dal ‘95. Allora, però, il problema dei rifiuti non era sicuramente grave quanto oggi. Oppure la Valle dei Templi ad Agrigento, realtà ieri minacciata dall’abusivismo e ora dalla realizzazione di un rigassificatore a Porto Empedocle. Casi che fanno riflettere sull’efficacia dei controlli.
«Non abbiamo leggi né truppe – commenta Giovanni Puglisi, presidente della Commissione italiana per l’Unesco –. Chi deve vigilare sulla corretta tutela e valorizzazione è il Paese in cui si trova il sito. Certo, anche noi, come Unesco, riceviamo tantissime segnalazioni di abusi. Sulla base delle esigue forze ci concentriamo su quelle più clamorose, che vengono verificate sul campo da un gruppo di esperti, i quali inviano poi un rapporto al comitato Unesco di Parigi, che decide il da farsi».
Finora – nonostante il più alto numero di siti riconosciuti (subito dopo viene la Spagna con 40 tesori) – il nostro Paese è finito nel mirino degli “ispettori” solo due volte: per le Eolie e per un tratto dell’autostrada A31 nella Val d’Astico, in Veneto, che sarebbe dovuta passare a poche centinaia di metri da una villa palladiana. Alla fine il progetto è stato modificato. Si è poi verificato il caso della costruzione di villette a schiera a Monticchiello, nella Val d’Orcia. L’intesa tra il ministero dei Beni culturali e le amministrazioni locali ha, però, ridimensionato i danni, senza che sia stato necessario far intervenire Parigi.
«Attenzione, però, a non sollevare problemi che non esistono – avverte Puglisi –. Come quello del rigassificatore a Porte Empedocle. Con la Valle dei Templi non c’entra nulla. Di questo passo finiremo per sentirci dire: “Perché inserire nell’elenco nuovi siti italiani, visto che non sanno proteggere quelli che hanno?”. Qualcuno già lo pensa».
Resta il fatto che i controlli sui beni inseriti nell’elenco dei tesori mondiali non sono proprio stringenti. L’unica verifica di routine è prevista ogni sette anni. Le altre ispezioni scattano solo dietro segnalazioni e denunce.
Eppure il riconoscimento Unesco può dare indubbi vantaggi (se non altro in termini di immagine internazionale; si veda a fianco il caso di Matera) anche se ottenerlo non è facile, soprattutto da quando, nel 2001, sono state modificate le regole e contingentate le candidature: ciascun Paese può avanzarne non più di due (una per i beni culturali e l’altra per quelli paesaggistici) per anno.
«Preparare il dossier – spiega Manuel Guido, responsabile dell’ufficio Unesco presso il ministero dei Beni culturali – comporta tempo, competenze e soldi. Anche centinaia di migliaia di euro. Oneri che deve sopportare chi, a livello locale, propone la candidatura».

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Consiglio Comunale: non passa il referendum

13 Febbraio 2008 at 05:02 | In referendum | No Comments

Per quanto mi sforzi non trovo nella Direttiva Seveso, l’obbligo di indire il referendum consultivo prima di approvare il progetto per un impianto sottoposto a questa disciplina.

Che un obbligo non ci sia è dimostrato anche dal fatto che si possa scegliere di non indire il referendum, come è avvenuto nei Comuni di Agrigento e Porto Empedocle, al contrario di quanto accaduto a Priolo.

Se è possibile scegliere trovo di pessimo gusto, se non addiritura disdicevole, la gogna mediatica contro quei consiglieri che, convinti della propria posizione e di interpretare le intenzioni dei propri elettori, hanno deciso di non avallare la scelta del referendum consultivo. Referendum che implica una spesa per le casse comunali e può essere contraddetto dalle scelte dell’Amministrazione non vincolata in nessun modo dal risultato referendario.

La democrazia rappresentativa, nel bene e nel male, prevede che si scelgano dei rappresentati che decidano a nome e per conto della collettività. Inoltre più volte è stato ricordato, anche da importanti esponenti delle Istituzioni, che il ricorso eccessivo alle urne stanca i cittadini, come hanno dimostrato tutti i referendum nazionali indetti negli ultimi dieci anni, per i quali l’affluenza alle urne non ha mai raggiunto, neanche lontanamente, il quorum.

La possibilità di indire un referendum è appunto una possibilità. L’atteggiamento persecutorio di chi voleva a tutti costi il referendum credo sia un pessimo esempio di rispetto delle posizione altrui, rispetto che non deve mancare, soprattutto quando le posizioni dell’interlocutore sono distanti dalle proprie.

Infine indire un referendum nell’approssimarsi di diverse tornate elettorali, che potrebbero cambiare il colore delle amministrazioni - locali, regionali e nazionali -, rischia di essere totalmente inutile poichè, cambiando governo, potrebbero cambiare gli indirizzi politici sulle questioni energetiche.

Mi auguro che la battaglia di quanti sono contrari al rigassificatore, per ora combattuta verbalmente con toni accesi, non preveda - ora che il referendum non può essere più un’arma di combattimento - l’innalzamento di barriccate e presidi per le strade. Significherebbe contraddire una scelta democratica espressa in una pubblica assemblea e, in pratica, rifiutare il principio democratico rivendicato in questi giorni.

GN

Di seguito una rassegna degli articoli sulla stampa locale:

    Interlandi: indecisione o stategia politica?

    30 Gennaio 2008 at 12:01 | In Fatti & Notizie, Rossana Interlandi | No Comments

    La situazione, dal mio punto di vista è chiarissima.

    L’Assessore Interlandi, MpA, è personalmente contraria alla realizzazione dell’impianto di rigassificazione di Porto Empedocle. Può essere una convinzione giustificata con argomentazioni pertinenti o motivata dalla volontà di cavalcare l’opposizione delle popolazioni, ma, a quanto dice, è personalmente contraria al rigassificatore di Porto Empedocle.

    L’Assessore Interlandi non può, però, andare contro la legge. Infatti, nell’interrogazione di qualche giorno addietro all’ARS, non ha potuto non dire che il progetto ha avuto tutte le autorizzazioni necessarie, ad eccezione della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per le opere marittime connesse all’impianto - molo e banchina di attracco - che devono essere conformi a quanto previsto dal Piano Regolatore Portuale.

    Gli uffici dell’assessorato non possono affermare il contrario perchè non corrisponderebbe ai fatti. Così come l’Assessore Interlandi non può revocare le autorizzazioni senza variazioni nel progetto o nella legislazione. Variazioni che non sono avvenute.
    L’Assessore può, a titolo personale, dire che “l’opera non risponde alle prerogative di sicurezza e convenienza necessarie”, ma non può impedire ad un progetto con le carte in regola di andare avanti.

    L’Assessorato non parla a mezzo comunicati stampa, ma con gli atti ufficiali che produce. Gli atti ufficiali, al contrario delle convinzioni personali dell’Assessore, dimostrano che l’impianto è conforme alla normativa di sicurezza.

    A pensar male direi che l’approssimarsi di una tornata elettorale non prevista ha modificato la rotta dell’Assessore, ma è solo un’opinione personale.

    GN

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    L’ottimo è nemico del buono

    30 Gennaio 2008 at 12:01 | In spunti di riflessione, valutazione impatto ambientale | No Comments

    Le navi da crociera attraccheranno a Porto Empedocle?

    Certamente, se tutto resterà come nella situazione attuale, NO! Manca lo spazio, servirebbe il completamento del molo di levante che, previsto dal piano regolatore portuale del 1969, ancora non è stato costruito per mancanza di investimenti consistenti. La situazione politico-economica non fa sperare in cambiamenti.

    Sarebbe possibile fare un passo in avanti?

    SI!!! Il progetto del rigassificatore prevede la realizzazione del molo di levante.

    Alcuni obiettano che è tutto un bluff, perchè nel progetto è previsto il dragaggio dell’area portuale che interessa il movimento delle metaniere. Vero e incontestabile, come si può verificare nei documenti per il VIA da noi pubblicati mesi addietro.

    C’è di più.

    Il dragaggio dell’area portuale che si verrebbe a creare con il completamento del porto può essere chiesto come opera compensativa, senza l’accordo su questo punto il Comune di Porto Empedocle potrebbe non rilasciare alcun documento per l’inizio dei lavori. Abbiamo il coltello dalla parte del manico. Bisognerà farsi valere, ma alla fine si otterrà il dragaggio per consentire l’attracco delle navi da crociera.

    Se, invece, non cogliamo l’occasione per l’ampliamento del porto è certo che le navi da crociera non attraccheranno mai!

    Io sono per il fare, magari poco alla volta, ma fare. C’è chi, senza il progetto esecutivo per un porto-turistico-di-prima-classe-chiavi-in-mano-tutto-incluso-con-incentivi-per-la-rottamazione, non vuol far niente… vabbè…

    GN

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    Servizio sul rigassificatore in onda su La7.it

    27 Gennaio 2008 at 10:01 | In rassegna stampa, video | No Comments

    Per vedere il video clicca qui.

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    L’Assessore certifica tutti i documenti in regola

    24 Gennaio 2008 at 10:01 | In Rossana Interlandi, rassegna stampa | No Comments

    Anche se la posizione dell’Assessore Interlandi, MPA, è distante dalle nostre, nel suo ruolo istituzionale non ha potuto fare a meno di constatare le carte in regola del progetto per il terminale di rigassificazione a Porto Empedocle. [Clicca sull’articolo per ingrandire]

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    Rigassificatore, il consiglio comunale deciderà sul referendum

    23 Gennaio 2008 at 05:01 | In Marco Zambuto, rassegna stampa | No Comments

    Io sono senza parole. Pubblicherò i nomi e i cognomi dei consiglieri che si assumeranno la responsabilità di far affrontare ad un comune esangue, come quello di Agrigento, la spesa stratosferica del referendum! Referendum che potrebbe essere contraddetto dalle decisioni delle stesse amministrazioni che oggi decidono di non decidere!

    E’ ormai tutto pronto perché il Consiglio comunale adotti la deliberazione relativa all’indizione del referendum popolare sul rigassificatore.

    A seguito di specifica direttiva del Sindaco Marco Zambuto, i competenti uffici, infatti, hanno già adottato tutti gli atti preliminari che consentiranno ai consiglieri comunali di decidere sullo svolgimento della consultazione dei cittadini di Agrigento sul progettato impianto che dovrebbe sorgere a ridosso del territorio agrigentino.

    Come si ricorderà, nei mesi scorsi la relativa proposta era rimasta sospesa per mancanza di copertura finanziaria della spesa, ma nei giorni scorsi, dopo che la Giunta comunale ha deliberato lo strumento finanziario provvisorio per il 2008, con l’apposita previsione del capitolo di spesa che consentirà l’effettuazione del referendum, il residuo ostacolo è stato definitivamente superato.

    “Noi – sostiene a tal proposito il sindaco Zambuto – abbiamo fatto quanto era nelle nostre competenze. Adesso spetta al Consiglio comunale decidere di dare la parola direttamente ai cittadini su un così importante aspetto del nostro sviluppo.”

    Fonte: AgrigentoWeb.it

    La scuola pronta a grandi sfide

    21 Gennaio 2008 at 08:01 | In Pietro Vitellaro, rassegna stampa | No Comments

    Il presidente della Consulta Provinciale Studentesca Pietro Vitellaro ha recentemente dichiarato:

    La Sicilia è disposta a ricevere i rifiuti, ad avere il rigassificatore e all’inceneritore,  ma in cambio vogliamo il raddoppio delle corsie della SS189 (strada della morte che ad oggi conta 762 vittime), la promozione delle attività di sviluppo (come il Golf Resort di Sciacca) e la creazione dell’aeroporto ad Agrigento (fonte di sviluppo turistico).

    A lui lancio l’invito di una collaborazione per aiutare gli studenti a conoscere il progetto del rigassificatore.

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